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L’istigazione e l’aiuto al suicidio nella legislazione, nella dottrina e nella giurisprudenza post-unitarie

Il suicidio, da sempre, ha suscitato riflessioni giuridiche ed etiche in ordine sia alla sua punibilità o meno, sia all’individuazione dell’eventuale fondamento sotteso alla stessa, determinando la contrapposizione tra coloro che sostengono la punibilità del suicidio e coloro che, invece, la negano.
Si tratta di una querelle che, involgendo argomentazioni etiche e giuridiche, aveva già attirato l’attenzione della filosofia greca e romana.

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4 INTRODUZIONE Il suicidio, da sempre, ha suscitato riflessioni giuridiche ed etiche in ordine sia alla sua punibilità o meno, sia all’individuazione dell’eventuale fondamento sotteso alla stessa, determinando la contrapposizione tra coloro che sostengono la punibilità del suicidio e coloro che, invece, la negano. Si tratta di una querelle che, involgendo argomentazioni etiche e giuridiche, aveva già attirato l’attenzione della filosofia greca e romana. Filosofi come Platone1 ed Aristotele2, ad esempio, avevano ritenuto il suicidio un atto immorale sulla scorta dell’idea che all’uomo non è mai consentito uccidersi in quanto la divinità ha 1 La tesi di Platone, espressa nell’opera De legibus, è riportata da P. VIAZZI, Suicidio (Istigazione o aiuto a), in “Enciclopedia Giuridica Italiana”, Milano, 1910, pagg. 688-711. 2 La tesi di Aristotele, espressa nell’opera Ethica Nicomachea, è riportata da P. VIAZZI, Suicidio (Istigazione o aiuto a), in “Enciclopedia Giuridica Italiana”, op. cit., pag. 689.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Angelo Maria Leotta Contatta »

Composta da 150 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1390 click dal 08/04/2010.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.