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La cultura pastorale tra Puglia e Abruzzo

Informazioni tesi

  Autore: Federica Dell'olio
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Teramo
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze del turismo
  Relatore: Francesca Fausta Gallo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 95

Il mio lavoro si apre facendo riferimento alla transumanza, una pratica molto antica che consiste nella migrazione delle greggi in inverno dalle montagne dell’Appennino e del sub Appennino alle pianure del Tavoliere di Puglia e un suo conseguente ritorno in estate.
Tale fenomeno migratorio, iniziato nel XIII secolo e durato per circa 400 anni ha caratterizzato la vita economica e sociale di alcune realtà del Mezzogiorno d’Italia, in particolare l’Abruzzo e la Puglia.
Nel Tavoliere di Puglia erano a stretto contatto i Pastori d’Abruzzo e i contadini Pugliesi i quali lavoravano fianco a fianco e spesso erano in concorrenza per la medesima terra e non era sempre facile trovare un punto d’incontro.
Spesso sorgevano conflitti tra le due fazioni e le cause erano molteplici ad esempio alle volte i contadini sconfinavano nelle vie di passaggio destinate alle greggi, tali vie venivano chiamate tratturi; e i pastori d’altro canto sconfinavano tali tratturi per entrare con il gregge nei campi coltivati rovinando così i raccolti.
Altra causa di tali dissidi sorgeva dal fatto che i pastori abruzzesi portavano introiti nelle casse del regno godendo di innumerevoli privilegi che non venivano riconosciuti ai contadini.
Per questo sovente si assisteva a lotte armate tra le due popolazioni.
Nonostante i frequenti conflitti, la pratica della transumanza, ha creato i presupposti per una profonda interrelazione tra i contadini pugliesi e i pastori abruzzesi. Lungo i tratturi infatti non si spostavano solo greggi ma anche riti, culti, credenze, usanze, tradizioni e leggende.
Diversi sono i culti pugliesi che pian piano si sono irradiati nella cultura abruzzese presumibilmente ad opera dei pastori, in particolare i tre patroni di Puglia: San Michele Arcangelo, San Nicola di Bari e la Madonna Incoronata ancora oggi venerati.
Il culto di San Michele Arcangelo, in Puglia era molto sentito già dal V secolo, data della sua apparizione a Monte Sant’Angelo nei pressi di Foggia. Al santo si lega proprio il calendario della transumanza che iniziava e finiva con i due pellegrinaggi da parte dei pastori alla grotta di San Michele arcangelo a Monte Sant’Angelo, il 29 settembre data di Inizio della transumanza e l’8 maggio data della sua fine.
In Abruzzo sono moltissime le grotte dedicate al culto di san Michele, come si nota dalla cartina si trovano lungo i 3 principali tratturi dove venivano impiegate come ricovero dei pastori e delle loro greggi.
La prima grotta è quella di Bominaco, Lettomanoppello, Palombaro, Lama dei Peligni, Liscia, Pescocostanzo, Balsorano.
Ciò che accomuna queste grotte non è solo la forte devozione a San Michele Arcangelo, a cui sono dedicate ma anche diversi elementi come la presenza di sorgenti, l’altura dei suoi luoghi, la cavità e la forte presenza pastorale.

San Nicola, un santo marinaro in Puglia, è divenuto in Abruzzo il santo protettore dei pastori, sono moltissime le chiese e le cappelle votive costruite in suo onore.
La provincia di Chieti è forse quella in Italia dove il culto del santo è più vivo: Lanciano, Ortona, Vasto, Pollutri.
Proprio nel borgo di Pollutri avviene il 6 dicembre la festa delle fave, in piazza infatti vengono allestiti diversi calderoni colmi di fave in cottura.

Come per gli altri due Santi anche la Madonna Incoronata è particolarmente venerata in Puglia, infatti nei pressi di Foggia troviamo un santuario in suo onore; riguardo alla data di inizio di tale culto non vi è alcuna testimonianza.
Anche a Pescasseroli, in Abruzzo, sorge un santuario dedicato alla madonna incoronata molto simile a quella di Foggia; proprio per questa analogia i pastori transumanti quando si trovavano nei territori di Puglia, andavano a visitare la loro Madonna Nera per sentirsi meno soli e quasi a casa propria.
Questi legami sono stati ufficialmente rinnovati nel settembre dell’83 quando c’è stato un gemellaggio tra la città di Foggia e quella di Pescasseroli.

Il mio lavoro non è incentrato sul fenomeno della transumanza fine a se stessa ma ho cercato di sottolineare le conseguenze, soprattutto culturali che tale fenomeno ha portato nelle due realtà.
I pastori abruzzesi e i contadini pugliesi di ieri ci insegnano che piuttosto che irrigidirsi nella difesa della propria cultura spesso è più proficuo e gratificante uno scambio di esperienze e culture capace di generare forme di vita sociali e di relazioni interpersonali più ricche e stimolanti.

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6 INTRODUZIONE a transumanza è stato un importante fenomeno, iniziato nel XIII secolo e durato per circa quattro secoli, che ha profondamente caratterizzato la vita economica e sociale di alcune realtà del Mezzogiorno d’Italia e in particolare della Puglia e dell’Abruzzo. Tale fenomeno ha creato i presupposti per una profonda interrelazione tra genti di origine diverse; con questa tesi si sono analizzati alcuni aspetti di queste significative relazioni strette tra i pastori abruzzesi che in inverno andavano a svernare con le proprie greggi nella piana di Foggia e i contadini pugliesi. Tali relazioni hanno, poi, avuto una profonda rilevanza sulla cultura materiale e immateriale delle compagini sociali di entrambe le regioni. Nel primo capitolo si è parlato della storia della transumanza nel mezzogiorno d’Italia dagli albori dell’età repubblicana, poi in declino, ad una ripresa più in là nei secoli, a cavallo tra il XIV e il XV secolo con Giovanna II d’Angiò che riformò tutto il sistema. La transumanza fu istituzionalizzata solo con Alfonso I D’Aragona nel 1447, quando si istituì la Dogana della Mena delle pecore, un meccanismo che spingeva i pastori con le greggi a “calare” dai monti dell’Abruzzo alla piana del Tavoliere di Puglia. La transumanza poi entrò in crisi con il regno Borbonico sino a subire un brusco ridimensionamento con Giuseppe Bonaparte il quale abolì la Dogana. Il secondo capitolo guarda alla realtà pugliese, quella dei contadini; dal paesaggio pugliese, paesaggio arido e malsano in estate agli inverni umidi e poco ospitali. I contadini pugliesi erano in continua L

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