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Analisi della villaggizzazione in Etiopia come processo di territorializzazione

Questo studio si propone di analizzare il fenomeno della villaggizzazione, attraverso le specifiche esperienze vissute in Etiopia.
La villaggizzazione è una politica di intervento rispetto all’insicurezza alimentare presente in un paese, che organizza la concentrazione di più famiglie, normalmente piccoli contadini, abitanti in zone spopolate e sperdute, in strutture (ovvero villaggi), predisposte dallo stato o, più raramente, dalla comunità stessa, per far sì che sia più facile organizzare e provvedere alla provvisione di cibo e di servizi richiesti.
L’Etiopia fornisce un esempio evidente della strutturazione tipica dei programmi di villaggizzazione, grazie all’analisi sia del programma specifico di insediamento (inserito nel piano decennale di misure di sviluppo, il Ten Years Development Perspective, 1983), sia di quello più recente, elaborato congiuntamente dal governo etiope con la Banca Mondiale (Food Security Programs, inserito a sua volta in un ampio progetto di sviluppo del paese).
Il tema principale del seguente studio verte l’attenzione sui caratteri propri del fenomeno della villaggizzazione, ovvero sulle modalità di dispiegamento e di “mis en oeuvre” del programma.
Si vuole capire in che modo si realizzi tale processo, organizzato specificamente attraverso un’amministrazione decentrata e strutture definite, per lo più imposto e rigidamente controllato, in contrapposizione alla normale produzione-appropriazione del sistema socio-organizzativo tradizionale, proprio ad ogni comunità nel rispettivo territorio.
Bisogna sottolineare che la pratica di villaggizzazione viene sempre inserita in un programma più ampio, di sviluppo locale o nazionale. Viene applicata in contesti particolari, ma non necessariamente simili tra loro. Uno dei motivi principali a cui si è fatto maggiormente ricorso per giustificare l’adozione di tali misure, è stata la dispersione delle famiglie in aree difficilmente raggiungibili, dichiarando l’impossibilità di provvedere ai bisogni primari delle persone bisognose (come cibo, acqua, condizioni igieniche), se non predisponendo una particolare strutturazione di villaggio, organizzato interamente dallo stato.
Questo fenomeno è stato analizzato perlopiù da antropologi e sociologi, nel quadro del grande tema della migrazione, in questo caso interna, trattandosi di un processo sociale, che coinvolge non solo la categoria sociale della famiglia, ma un intero sistema organizzativo tradizionale. Infatti, la villaggizzazione sconvolge quest’ultimo, imponendo o, ad ogni modo, cambiandone le regole sociali, costruite od ereditate dalle singole unità nel corso della loro vita.
Mi è sembrato interessante analizzare il programma della villaggizzazione attraverso le chiavi di lettura della territorializzazione (Turco, 2002). A mio avviso la metodologia che la territorializzazione propone, che verrà analizzata nel proseguo, è particolarmente indicata allo studio di tali programmi, che incorporano uno scheletro preciso e definito, composto da organi essenziali con ruoli specifici, i quali mettono in moto una catena di strutture, determinanti per il compiersi della villaggizzazione.
Così come la villaggizzazione è un programma costituito da una progressiva disposizione di un sistema socio-organizzativo, parimenti la territorializzazione consiste nella produzione di territorio, attraverso un graduale ma costante processo di modifica-adattamento-creazione e legittimazione dello spazio circondante, al fine di ottenere delle strutture legittime ed organizzate, in cui sia possibile vivere in comunità, grazie a categorie e sistemi riconosciuti e fatti propri.
La scelta dell’Etiopia mi è parsa adeguata all’analisi della territorializzazione, date le pratiche coercitive di villaggizzazione ivi attuate, durante il regime degli anni ottanta ed il nuovo progetto tutt’oggi in opera, ma anche per le caratteristiche complessive del paese, che lo rendono unico e particolare rispetto al continente africano.

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INTRODUZIONE. Questo studio si propone di analizzare il fenomeno della villaggizzazione, attraverso le specifiche esperienze vissute in Etiopia. La villaggizzazione è una politica di intervento rispetto all’insicurezza alimentare presente in un paese, che organizza la concentrazione di più famiglie, normalmente piccoli contadini, abitanti in zone spopolate e sperdute, in strutture (ovvero villaggi), predisposte dallo stato o, più raramente, dalla comunità stessa, per far sì che sia più facile organizzare e provvedere alla provvisione di cibo e di servizi richiesti. L’Etiopia fornisce un esempio evidente della strutturazione tipica dei programmi di villaggizzazione, grazie all’analisi sia del programma specifico di insediamento (inserito nel piano decennale di misure di sviluppo, il Ten Years Development Perspective, 1983), sia di quello più recente, elaborato congiuntamente dal governo etiope con la Banca Mondiale (Food Security Programs, inserito a sua volta in un ampio progetto di sviluppo del paese). Il tema principale del seguente studio verte l’attenzione sui caratteri propri del fenomeno della villaggizzazione, ovvero sulle modalità di dispiegamento e di “mis en oeuvre” del programma. Si vuole capire in che modo si realizzi tale processo, organizzato specificamente attraverso un’amministrazione decentrata e strutture definite, per lo più imposto e rigidamente controllato, in contrapposizione alla normale produzione-appropriazione del sistema socio-organizzativo tradizionale, proprio ad ogni comunità nel rispettivo territorio. Bisogna sottolineare che la pratica di villaggizzazione viene sempre inserita in un programma più ampio, di sviluppo locale o nazionale. Viene applicata in contesti particolari, ma non necessariamente simili tra loro. Uno dei motivi principali a cui si è fatto maggiormente ricorso per giustificare l’adozione di tali misure, è stata la dispersione delle famiglie in aree difficilmente raggiungibili, dichiarando l’impossibilità di provvedere ai bisogni primari delle persone bisognose (come cibo, acqua, condizioni igieniche), se non predisponendo una particolare strutturazione di villaggio, organizzato interamente dallo stato. Questo fenomeno è stato analizzato perlopiù da antropologi e sociologi, nel quadro del grande tema della migrazione, in questo caso interna, trattandosi di un processo sociale, che coinvolge non solo la categoria sociale della famiglia, ma un intero sistema organizzativo tradizionale. Infatti, la villaggizzazione sconvolge quest’ultimo, imponendo o, ad ogni modo, cambiandone le regole sociali, costruite od ereditate dalle singole unità nel corso della loro vita. 3

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Sabrina Tardivo Contatta »

Composta da 85 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1338 click dal 15/04/2010.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.