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Federalismo fiscale: i riflessi sugli enti territoriali

Attuazione del federalismo fiscale alla luce dell'approvazione della Legge Delega N. 42 del 5 maggio 2009.

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Introduzione Di federalismo in generale, e di federalismo fiscale in particolare, si è parlato moltissimo in Italia negli ultimi anni ed oggi rappresenta un tema di grande attualità. L’approvazione delle recente delega sul federalismo fiscale n.42 del 5 maggio 2009, finalmente, pone una solida base su cui potrà essere attuato in prospettiva l’art. 119 della Costituzione che sancisce l’autonomia finanziaria di entrata e di spesa di comuni, province, città metropolitane e regioni. Così la riforma del Titolo V parte seconda della Costituzione, attuata con la legge costituzionale n. 3 del 2001, che introduce elementi di “federalismo” nel nostro sistema ordinamentale, giunge a compimento di un decennio di riforme che hanno profondamente modificato il quadro normativo di riferimento promettendo di riformare i consolidati assetti della finanza e della fiscalità locale, Centrale, al momento, è dunque la riforma in senso “federale” dello Stato, secondo un modello di “federalismo fiscale” in corso di definizione legislativa, da perfezionarsi ulteriormente mediante i successivi decreti delegati previsti nel corso di 24 mesi, da realizzarsi attraverso più incisivi poteri fiscali agli enti territoriali, sotto la veste di una ampliata potestà impositiva, da esercitarsi su basi imponibili nuove, diverse da quelle tradizionalmente appannaggio della fiscalità statale, ai fini della concreta realizzazione dell’autonomia tributaria locale. L’espressione “federalismo fiscale”, nella visione collettiva dominante, rappresenta il finanziamento delle maggiori spese decentrate, in prevalenza con tributi propri o con compartecipazioni, anziché con trasferimenti tarati sulle spese, come nel passato; fiscale; esso si riferisce non soltanto al prelievo tributario, ma, alle pubbliche entrate come alle spese. Non a caso la Costituzione parla autonomia finanziaria di entrata e di spesa. Si tratta perciò di un meccanismo che riguarda tutta la materia finanziaria per i diversi livelli di governo della Repubblica, facendo sì che ciascuno di essi svolga le proprie funzioni ed abbia risorse sufficienti per questo compito. Filosofia di fondo è che la quantità e qualità dei servizi pubblici nonché il relativo costo da Introduzione VIII

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Lucia Petrocelli Contatta »

Composta da 94 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.