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L'osservazione e la valutazione nell'intervento educativo con i bambini autistici

Questa tesi parte da alcuni interrogativi sorti durante la pratica professionale, interrogativi riguardanti l'osservazione e la valutazione delle abilità dei bambini autistici. L' ipotesi è che la valutazione clinica, per quanto utile, non sia sufficiente a dare un quadro completo delle abilità e delle difficoltà di comportamento di questi bambini. Si propone quindi un approccio integrato all'osservazione e alla valutazione, in cui la valutazione clinica mediante tests entra a far parte di un quadro più ampio, di cui fanno parte le osservazioni nell'ambiente naturale di vita del bambino. Per questo motivo si parla dell'osservazione partecipante, dell'osservazione etologica e di quella critica di Piaget. Non ci si limita ad esporre questi tipi di osservazione sul piano teorico, ma si riportano esperienze in cui questo tipo di osservazioni sono state effettuate, permettendo di costruire una valutazione integrata e quindi un profilo multidimensionale delle abilità dei bambini autistici osservati.

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INTRODUZIONE Questo lavoro di tesi vuole, innanzitutto, tentare di dare qualche risposta ad alcuni interrogativi sorti diverso tempo fa, nel 1998, durante un’esperienza professionale particolarmente difficile. Si trattava di un intervento educativo, inizialmente limitato al tempo libero, a favore di un nucleo familiare fortemente problematico. Per comprendere meglio il contesto in cui queste domande hanno preso forma, utilizzerò alcuni passaggi di una mia relazione relativa al caso in questione. L'inizio del mio incarico con la famiglia L. risale agli ultimi mesi del '98 e, fin dal principio, ho avuto la percezione di una situazione complessa, sia per la gravità dei problemi della famiglia sia per le difficoltà dei servizi (tecnici Azienda U.S.L. del territorio) nel gestire il caso. Per quanto riguarda la famiglia, basti dire che la famiglia L., formata da padre, madre e due bambini con gravi problemi psicopatologici (autismo severo), sta vivendo una difficile transizione, anche a causa della recente separazione tra i due genitori. I servizi, dal canto loro, faticano a trovare la giusta cornice dell'intervento (intervento di sostegno, terapeutico o di tutela e controllo?) e, di conseguenza, le strategie più appropriate. Gli educatori, mandati in prima linea a fronteggiare una situazione difficile e poco chiara, dove manca anche una netta individuazione dell'utente del servizio, finiscono per rimanere invischiati nelle dinamiche familiari e, alla lunga, abbandonano il caso. L’anno successivo, nel 1999, l’intervento educativo divenne sia scolastico sia di tempo libero. Nel 2000 iniziò la collaborazione con l’equipe dell’ambulatorio autismo, presso l’Ospedale Maggiore di Bologna. Una diagnosi più precisa, la valutazione delle competenze dei bambini e i suggerimenti terapeutici, coerenti con i principi del programma T.E.A.C.C.H., permisero di fare un lavoro scolastico sensato per questi bambini. Allo stesso tempo, però, per me che avevo conoscenza diretta, non solo della situazione scolastica, ma anche dell’ambiente familiare, rimanevano irrisolti grossi problemi. Per chiarire meglio l’entità di questi problemi, riporto qualche altro passaggio della relazione, in cui ricostruisco le informazioni relative alla 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Massimo Antonucci Contatta »

Composta da 216 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4586 click dal 30/04/2010.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.