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Il controllo attivo delle perdite nelle reti idriche: il caso della rete di Ponte Piccolo (CZ)

Nel presente lavoro di tesi è stato affrontato lo studio e l’analisi del sistema idrico di “Ponte Piccolo”, quartiere di Catanzaro. Essendo la città molto estesa e organizzata per distretti, si è scelto di porre l’attenzione su una rete che fosse autonoma.
Lo scopo della tesi è stato quello di verificare la possibilità di diminuire l’entità delle perdite attraverso l’installazione in rete di valvole riduttrici di pressione.
Il lavoro è stato diviso:
• in una prima parte, introduttiva e generale, nella quale si è data una spiegazione delle reti idriche, degli strumenti che ne fanno parte e del loro funzionamento.
• nella seconda parte è stato analizzato il software di calcolo Epanet 2.0, simulatore idraulico molto avanzato, nella quale si è proceduto alla spiegazione del suo meccanismo e delle sue componenti, alla costruzione di una rete e alla descrizione degli elementi sufficienti per effettuare la simulazione stessa.
• nell’ultima parte dopo un’analisi della situazione attuale, si è proceduto alla schematizzazione della rete idrica sul simulatore e quindi all’inserimento dei dati necessari a far funzionare il sistema. Infine si propone una soluzione di intervento sulla rete allo scopo di limitare l’eccessivo volume d’acqua perso in particolari ore della giornata.

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Le Reti Idriche 4 Capitolo 1 Le Reti Idriche 1.1 Il Sistema Idrico e gli strumenti che ne fanno parte Una rete idrica rappresenta l’insieme di tutte le opere che portano l’acqua dal luogo di origine al centro abitato. Essa costituisce l’ultimo anello del sistema di adduzione e distribuzione idrica, che dalle opere di captazione trasporta l’acqua fino ai collegamenti delle utenze. La conformazione generale di una rete distributrice, pur essendo estremamente varia, può ricondursi a due schemi tipici: • ad arteria principale e diramazioni ( a rami aperti); • ad anello (a maglia chiusa). Il primo schema è, in genere, adottato per le reti di piccoli centri abitati o a quelle che servono un piccolo quartiere; questo schema rappresenta il difetto che un’interruzione in un punto qualunque della rete implica anche l’interruzione per tutte le condotte situate a valle e, rispetto al secondo schema, ha una minore capacità di adattarsi alla variabilità della domanda. Per il progetto o la verifica delle reti di distribuzione è necessario, preventivamente, definire l’andamento planimetrico delle condotte (lo schema) e stimare la domanda dell’utenza servita, determinando la portata erogata lungo le condotte o nei punti di erogazione (nodi) della rete. Nei nodi della rete, in genere, la domanda viene stimata indirettamente, in funzione della popolazione servita, della dotazione idrica e tenendo conto della presenza di utenze particolari. Nell’ambito dei sistemi idrici è opportuno confrontarsi con il problema di mantenere le infrastrutture idriche a livello ottimale al fine di poter trasportare le acque trattate dalla fonte di approvvigionamento fino al rubinetto dell’utente nella maniera più efficiente ed efficace possibile. A monte della gestione di una rete idrica, vi è un attento controllo della stessa, che consiste nell’analisi delle grandezze caratteristiche dell’idraulica. Risulta perciò utile, quando si ha a che fare con un sistema idrico, verificare l’erogazione delle portate prefissate ai serbatoi di accumulo e compenso dei centri serviti, controllare la velocità del flusso e quindi le pressioni di esercizio. L’approvvigionamento idrico di una comunità avviene attraverso un sistema di opere idrauliche destinate ad addurre le acque dal sistema di origine a quello di consumo. L’insieme di tutte queste opere prende in nome di Acquedotto. Un acquedotto cittadino è costituito, essenzialmente, di quattro parti: • le opere di presa, destinate a raccogliere l’acqua necessaria;

Laurea liv.I

Facoltà: Ingegneria

Autore: Luisa Zampaglione Contatta »

Composta da 78 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.