Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Gli effetti economici dei cambiamenti climatici: il rapporto Stern

Il lavoro di tesi, dopo aver analizzato da un punto vista scientifico gli impatti dei cambiamenti climatici su ambiente, natura, salute, societa', etc... si soffermerà, avvalendosi dei dati provenienti dal "rapporto Stern", sugli effetti economici di tali cambiamenti climatici.
L'analisi di Stern in pratica dice che la perdita totale di benessere economico per i prossimi duecento anni, per effetto del riscaldamento globale, potrà' variare in un range tra il 5% e il 20% del pil mentre gli eventuali costi di mitigazione ammonterebbero a circa l'1% del pil.
Saranno inoltre analizzate tutte le possibili misure di mitigazione e adattamento che potranno essere intraprese per tentare di diminuire le emissioni di CO2

Mostra/Nascondi contenuto.
1 Introduzione all’elaborato Il rapporto Stern è uno studio sul riscaldamento globale e sul relativo cambiamento climatico, redatto nel 2006 da Sir Nicholas Stern, ex dirigente della Banca Mondiale, su commissione del Ministero delle Finanze britannico. Si tratta del primo documento ufficiale di un Governo Nazionale che affronta le problematiche legate all’aumento di temperatura del pianeta, secondo un approccio economico. Nelle oltre 700 pagine del documento, Stern individua gli aspetti principali del problema e traccia le linee guida per una possibile soluzione. In sintesi, secondo Stern, i governi possono ancora evitare il peggio, a patto di mettere in atto, da subito, un rigoroso controllo delle emissioni di Co2 in maniera tale da stabilizzarne la crescita, fino ad arrivare nel 2050 a 500-550 parti per milione, rispetto alle attuali 430. L’analisi di Stern si sofferma in particolar modo sui costi indotti dal riscaldamento globale, calcolando che la perdita totale di benessere economico, per i prossimi duecento anni, potrà variare in un range tra il 5 e il 20% , mentre gli eventuali costi di mitigazione ammonterebbero a circa l’1% del PIL pro-capite medio globale. Proprio sulla valutazione dei costi effettuata da Stern si concentrano la maggior parte delle critiche al suo rapporto (come approfondito nei successivi capitoli). Critiche e polemiche a parte, è indubitabile tuttavia che le affermazioni di Stern abbiano fatto da subito scalpore nell’immaginario collettivo, inducendo a ripensare drasticamente il nostro futuro energetico. In altri termini Stern ha lanciato un forte e, probabilmente, efficace allarme sulla necessità immediata di riconsiderare le fonti di approvvigionamento energetico per produrre una quantità maggiore di energia pulita. Il Rapporto Stern, che parte dalle asserzioni dal terzo rapporto IPCC (International Panel on Climate Change) del 2001, si basa su un approccio etico, secondo il quale le generazioni presenti e future devono essere trattate nello stesso modo senza favorire la generazione presente soltanto in quanto “nata prima”.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Giuseppe Zanfardino Contatta »

Composta da 64 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1870 click dal 23/04/2010.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.