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La prestazione nel tiro libero della pallacanestro nella condizione immaginativa, imitativa e simulativa

Nella pallacanestro i tiri liberi sono un fattore determinante per la vittoria e vanno allenati a fondo; ma la mera ripetizione fisica è insufficiente e l’apporto della mente è fondamentale per avere risultati significativi e duraturi.
Questo studio dimostra che proporre a giovani atleti una delle condizioni sperimentali: a)imitazione di un tiratore esperto attraverso la visione di un videotape; b)immaginazione del gesto del tirare libero; c)simulazione motoria del gesto del tiro; prima dell’esecuzione di una serie di tiri liberi migliora significativamente la percentuale di canestri realizzati.
La ricerca prende in considerazione 113 ragazzi e ragazze di età compresa tra i tredici e i quindici anni con almeno 4 anni di attività cestistica alle spalle. I soggetti hanno eseguito una prova di controllo (costituita da tiri liberi senza direttive specifiche) più tutte le condizioni sperimentali. La variabile dipendente è stata la percentuale di canestri realizzati su una sequenza di 15 tiri consecutivi e come variabili indipendenti i quatto compiti più gli anni di esperienza (in base alla quale i soggetti sono stati divisi in tre gruppi).
Tutte e tre le condizioni sperimentali hanno prodotto miglioramenti significativi. Tuttavia, tendenzialmente l’immaginazione è per tutti la condizione più efficace. I miglioramenti nella performance sono attribuibili ad una maggiore accuratezza nell’esecuzione del gesto motorio acquisita grazie alle caratteristiche dei compiti.
L’utilizzo di soggetti in età evolutiva è stata motivata dal voler limitare l’influenza degli automatismi e dal fatto che in età evolutiva si acquisiscono prima competenze per essere efficienti. Questa ricerca di fatto dimostra che giovani atleti sono i grado di utilizzare tecniche cognitive per migliorare la performance; evidenziando che l’inserimento di tecniche mentali nel normale allenamento è utile. Rimane da determinare qual è l’esperienza minima in cui tali strategie possono essere efficacemente apprese.

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4 1.INTRODUZIONE Molti allenatori di pallacanestro sono concordi nel dichiarare che i tiri liberi sono un fattore chiave per determinare la vittoria di una partita (Palladino, 1980; Pim, 1986; Schuetzle, 1988; Schulze, 1981); infatti le squadre che realizzano l‟80% dei tiri liberi a loro disposizione hanno un altissima probabilità di successo (Kozar, 1995). È stato inoltre stimato che i tiri liberi determinino il risultato di circa la metà delle partite giocate in una stagione (Hays & Krause, 1987; Walker, 1985). Generalmente i punti ottenuti attraverso i liberi sono il 20/25% del punteggio finale di una squadra (Hays & Krause, 1987) e durante gli ultimi 5 minuti di partita sono il 35% dei punti realizzati. Inoltre nelle partite che finiscono con una differenza di 9 punti i tiri liberi costituiscono il 48% dei punti realizzabili negli ultimi cinque minuti, quindi è imperativo che queste opportunità siano concretizzate (Kozar, 1994). Il tiro libero è un punto debole di molti giocatori (Vancil, 1996). Sembra facile; in fondo, non c‟è nessun avversario che ostacoli il giocatore, il quale ha una visuale perfetta del canestro di fronte a se; e ha 5 secondi per eseguire il tiro. Un tempo che nella vita normale non è quasi niente, ma nel basket è un eternità. Come mai allora è così complicato centrare il canestro? La risposta più immediata è: perché non si sa tirare o manca la tecnica, oppure non si sa controllare la tensione (si è soli e non puoi sbagliare, già questo può generar tensione). La soluzione per sopperire a queste possibili cause d‟errore di solito è l‟allenamento. Un allenamento fisico di solito inteso come mettersi sulla linea e tirare centinaia di volte, finché il corpo non assimila il movimento e lo ripete meccanicamente, autonomamente, automaticamente, senza neanche pensare. Ma in realtà l‟allenamento fisico non è sufficiente perchè la pallacanestro è anche un gioco mentale. L‟allenamento forgia il fisico e lo abitua a reazioni che diventano proprie del bagaglio motorio del soggetto, ma non si può mai prevedere tutto e la differenza tra il campione e il giocatore normale è sono le abilità cognitive di

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Alberto Soriani Contatta »

Composta da 96 pagine.

 

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