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Società e istituzioni a Ferrara nel secondo dopoguerra. Militanti comuniste tra impegno politico e soggettività (1945-1954)

La tesi indaga le modalità della militanza femminile nel PCI a Ferrara nel secondo dopoguerra.
Fonte principale: schede autobiografiche ed autobiografie vere e proprie depositate presso l'Archivio Storico della Federazione Ferrarese del PCI (1945-1954).
Dopo aver inquadrato la presenza femminile nel partito, si analizza l'atteggiamento soggettivo delle militanti con ottica "di genere".

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5 PREMESSA Questa ricerca ha come fonte principale 57 schede autobiografiche di militanti iscritte al Partito Comunista di Ferrara. Si tratta di donne che nell'immediato secondo dopoguerra si trovano, per motivi diversi, ad esporre agli organismi dirigenti del partito la propria formazione personale e politica. L'attenzione sarà focalizzata particolarmente sulle autobiografie che alcune annettono alla scheda prestampata già predisposta allo scopo, e che consentono di leggere i percorsi individuali che conducono dalla passione ideologica alla militanza politica. E' questa un'indagine che ambisce collocarsi nell'ambito della storia politica delle donne: a causa del dibattito in corso sull'argomento, non è tuttavia possibile definire questo campo di ricerca con uno statuto ben preciso, che ne stabilisca una vo lta per tutte le fonti, i metodi, l'apparato teorico-concettuale e addirittura lo stesso 'oggetto' di studio. Sembra opportuno richiamarci a questo proposito all'approfondita quanto sofferta riflessione sui ritardi e le incertezze della storiografia politica delle donne in Italia rispetto ad altri paesi, quale emerge dal confronto tra nove studiose particolarmente sensibili a queste tematiche, pubblicato sull'ultimo numero della rivista "Memoria" nel 1991. Da esso risultava la necessità di liberare l'impostazione delle ricerche da “un'armatura rigida, più che rigorosa”1 mentre, nel ripensamento del nodo problematico costituito dal rapporto storiografia femminista/storia politica delle donne venivano abbandonate ansie definitorie ed anzi tracciate feconde prospettive di studio. Compresa tra queste, vi era la possibilità di acquisire, nell'ambito della storia politica delle donne, molteplici tipi di tematiche. E' all'interno di una simile prospettiva che si colloca il presente tentativo. Esso consiste nel ricostruire le vicende soggettive delle militanti comuniste secondo il significato che loro stesse attribuivano alle vicende, nonché il loro modo di pensarsi soggetti di una scelta politica, nel 1 Paola Di Cori, Quattro domande sulla storia politica, in "Memoria", n. 31, 1991, p. 5.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Micaela Gavioli Contatta »

Composta da 228 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.