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Conforme a chi, conforme a cosa. Sottoculture musicali e il dibattito sulla normalità.

Ci sono vari modi per descrivere fenomeni generici come SUBCULTURA; possiamo cominciare dicendo che SUBCULTURA (o SOTTOCULTURA) è un termine usato per riferirsi a un determinato segmento della società che si distingue grazie a un pensiero diverso dalla cosiddetta “normalità”.
Questi segmenti, o per meglio dire “gruppi”, sono formati da soggetti che condividono una credenza, uno stile di vita simile.
Ci sono sempre stati quei soggetti che in passato erano classificati come “emarginati”, per attitudine, malattia, etnia, religione ma, negli ultimi decenni, sono comparse altre categorie legate ad aspetti più vicini a ciò che ogni soggetto “normale” vive tutti i giorni, come per esempio LA MUSICA.
Ogni gruppo sociale ha le sue regole e non sempre queste regole sono state condivise o possono essere in ogni caso condivisibili e accettabili da tutti; questo ha portato a delle categorizzazioni e a degli etichettamenti maturati col tempo.
Queste categorie createsi con gli anni si sono modellate e sviluppate, si sono evolute in qualche modo in altre categorie e sottocategorie. Questa è appunto la dimostrazione che il tempo risulta un fattore dominante nella crescita e maturazione delle idee.
Generalmente troviamo un maggior numero di sottoculture in ambienti vasti e variegati, come possono per esempio essere le grandi città; nei grandi centri, inoltre, troviamo un maggior grado di integrazione di questi gruppi nella società stessa, in quanto essendoci uno spettro molto più ampio di paragone alcuni gruppi risultano quasi irrilevanti agli occhi di chi non ne fa parte. Nel caso in cui non siano irrilevanti, risulterebbero in ogni caso accettabili. A questo punto si ritorna al fattore tempo che porta a una percezione simile all’abitudine di ciò che ci circonda.
Molto spesso chi fa parte di un gruppo sociale distaccato per stile o concezione di vita, tende a spiccare per estetica o simbolismo; crea una sua identità con il gruppo di cui fa parte, assimila una specie di codice visivo che può essere condiviso da chi è come “lui”.
“Conforme a chi, Conforme a cosa” (tratto da “Per Me Lo So” dei CCCP, gruppo punk italiano nato nel 1982, che ha accompagnato un’intera generazione e che ha segnato una svolta nel panorama controculturale giovanile) diventa quindi l’interrogativo retorico nonché inno di quelle sottoculture e controculture che il mondo ha visto crescere, maturare e cambiare.
“Conforme a chi, Conforme a cosa” assume poi un ruolo effettivamente interrogativo, quando andando ad analizzare il mondo attuale, vediamo che l’immagine “diversa” viene commercializzata; nascerebbe spontanea una domanda: il Diverso sta diventando ordinario?

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3 INTRODUZIONE Ci sono vari modi per descrivere fenomeni generici come SUBCULTURA; possiamo cominciare dicendo che SUBCULTURA (o SOTTOCULTURA) è un termine usato per riferirsi a un determinato segmento della società che si distingue grazie a un pensiero diverso dalla cosiddetta “normalità”. Questi segmenti, o per meglio dire “gruppi”, sono formati da soggetti che condividono una credenza, uno stile di vita simile. Ci sono sempre stati quei soggetti che in passato erano classificati come “emarginati”, per attitudine, malattia, etnia, religione ma, negli ultimi decenni, sono comparse altre categorie legate ad aspetti più vicini a ciò che ogni soggetto “normale” vive tutti i giorni, come per esempio LA MUSICA. Ogni gruppo sociale ha le sue regole e non sempre queste regole sono state condivise o possono essere in ogni caso condivisibili e accettabili da tutti; questo ha portato a delle categorizzazioni e a degli etichettamenti maturati col tempo. Queste categorie createsi con gli anni si sono modellate e sviluppate, si sono evolute in qualche modo in altre categorie e sottocategorie. Questa è appunto la dimostrazione che il tempo risulta un fattore dominante nella crescita e maturazione delle idee. Generalmente troviamo un maggior numero di sottoculture in ambienti vasti e variegati, come possono per esempio essere le grandi città; nei grandi centri, inoltre, troviamo un maggior grado di integrazione di questi gruppi nella società stessa, in quanto essendoci uno spettro molto più ampio di paragone alcuni gruppi risultano quasi irrilevanti agli occhi di chi non ne fa parte. Nel caso in cui non siano irrilevanti, risulterebbero in ogni caso accettabili.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Martina Di Bella Contatta »

Composta da 56 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3237 click dal 11/05/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.