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La valutazione delle politiche sanitarie in Italia. Ricognizione delle pratiche in uso nel Servizio Sanitario Nazionale e delle esperienze regionali.

Sono passati più di 30 anni da quando in Italia è stato istituito il Servizio Sanitario Nazionale, concepito per dare una migliore concretezza al diritto alla salute costituzionalmente garantito a tutti i cittadini, a prescindere dalle loro condizioni economiche e sociali. Per adempiere a questa delicata funzione, il "sistema salute" si trova ad affrontare molteplici problemi legati a doppio filo alle peculiarità proprie dei servizi sanitari e della loro erogazione, le stesse che rendono indispensabile l'intervento pubblico in questo ambito e in quelli delle altre politiche sociali. Vale a dire problematiche di efficienza, efficacia ed equità che necessariamente intervengono nel complesso sistema di attività volte a soddisfare la domanda di salute dei cittadini, in un contesto di risorse necessariamente limitate.
La sanità rappresenta uno dei settori di policy economicamente più impegnativi per lo Stato italiano, che vi investe annualmente più di cento miliardi di euro di denaro pubblico, pari a circa il 7% del PIL. Una cifra che non risulta eccessiva se confrontata con i livelli di spesa per la sanità di altri paesi ma che, visto l'attuale quadro di crisi economica globale e il persistere del grave debito pubblico italiano, non è certamente destinata a crescere significativamente nei prossimi anni.
Lo scenario in cui la sanità pubblica deve agire appare in costante evoluzione: da un lato, le tendenze all'invecchiamento della popolazione e all'aumento dell'incidenza delle malattie croniche e degenerative rispetto a quelle acute e infettive, contribuiscono alla crescita e alla diversificazione della domanda collettiva di salute, dall'altro, lo sviluppo di nuove conoscenze e tecnologie allarga gli orizzonti delle risposte mediche e sanitarie alle esigenze di cura.
E' evidente che in un quadro caratterizzato da elevate e molteplici complessità come quello in cui devono agire le politiche sanitarie sia tanto più necessario determinare con rigore ed oggettività dove e come intervenire, cosa modificare o trasformare.
Qui entra in gioco la valutazione, che con i suoi strumenti e le sue metodologie può consentire di misurare e attribuire un valore ai risultati delle politiche implementate dall'autorità pubblica.
Muovendosi proprio dal presupposto dell'utilità, se non dell'indispensabilità, che la valutazione dovrebbe rivestire nella governance di un sistema sanitario, tanto più se basato sul principio della programmazione, il presente elaborato vuole indagare il ruolo che attività di valutazione e monitoraggio svolgono nel garantire efficacia, efficienza ed equità nel Servizio Sanitario Nazionale. In primis facendo una ricognizione delle disposizioni normative che le prevedono e cercando di capire fino a che punto e in che maniera le stesse trovino attuazione nella pratica, cercando di individuare i punti di debolezza e le prospettive di miglioramento.
Non meno importante è la funzione che la valutazione svolge qualora i suoi risultati vengano pubblicati e comunicati, vale a dire assicurare trasparenza e mediante questa l'accountability nei confronti dei cittadini.
Un occhio di riguardo deve essere dato alle esperienze delle Regioni, che in seguito al c.d. processo di regionalizzazione del SSN sono titolari delle politiche sanitarie.
Il primo capitolo si apre con un'introduzione sintetica dei concetti fondamentali per lo studio delle politiche sanitarie e fornisce una prima caratterizzazione della situazione italiana. Viene poi descritto il Servizio Sanitario Nazionale in termini di struttura e di governance. L'attenzione viene infine focalizzata su quelle che sono le attività di valutazione e monitoraggio previste a livello centrale.
Il secondo capitolo è dedicato all'analisi in chiave comparativa di quattro rapporti valutativi sulla sanità. Dopo un richiamo ai concetti chiave, alle funzioni e al ruolo della Valutazione delle politiche pubbliche, vengono presi in esame gli unici due documenti istituzionali di questo tipo aventi diffusione pubblica, un report prodotto da un'associazione di partecipazione civica ed un ultimo, redatto da un centro accademico-scientifico.
Nel capitolo conclusivo si accenna alle esperienze regionali in merito alle attività di valutazione dei sistemi sanitari orientate alla verifica degli esiti delle prestazioni erogate, dell'efficienza e delle performance del sistema, per poi soffermarsi ampiamente nella descrizione del Sistema di valutazione della performance della sanità adottato dalla Regione Toscana. La scelta è ricaduta su di esso per via della rilevanza che tale esperienza riveste nel panorama italiano della valutazione delle politiche pubbliche e per l'abbondanza e la facilità di reperimento delle informazioni, messe a disposizione dalla Regione stessa e tramite la letteratura divulgativa prodotta dal centro universitario che gestisce il progetto.

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5 INTRODUZIONE «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell‟individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana». Costituzione della Repubblica Italiana, art. 32 Sono passati più di 30 anni da quando in Italia è stato istituito il Servizio Sanitario Nazionale, concepito per dare una migliore concretezza al diritto alla salute costituzionalmente garantito a tutti i cittadini, a prescindere dalle loro condizioni economiche e sociali. Per adempiere a questa delicata funzione, il «sistema salute» si trova ad affrontare molteplici problemi legati a doppio filo alle peculiarità proprie dei servizi sanitari e della loro erogazione, le stesse che rendono indispensabile l‟intervento pubblico in questo ambito e in quelli delle altre politiche sociali. Vale a dire problematiche di efficienza, efficacia ed equità che necessariamente intervengono nel complesso sistema di attività volte a soddisfare la domanda di salute dei cittadini, in un contesto di risorse necessariamente limitate. La sanità rappresenta uno dei settori di policy economicamente più impegnativi per lo Stato italiano, che vi investe annualmente più di cento miliardi di euro di denaro pubblico, pari a circa il 7% del PIL. Una cifra che non risulta eccessiva se confrontata con i livelli di spesa per la sanità di altri paesi ma che, visto l‟attuale quadro di crisi economica globale e il persistere del grave debito pubblico italiano, non è certamente destinata a crescere significativamente nei prossimi anni. Lo scenario in cui la sanità pubblica deve agire appare in costante evoluzione: da un lato, le tendenze all‟invecchiamento della popolazione e all‟aumento dell‟incidenza delle malattie croniche e degenerative rispetto a quelle acute e infettive, contribuiscono alla crescita e alla diversificazione della domanda collettiva di salute, dall‟altro, lo sviluppo di nuove conoscenze e tecnologie allarga gli orizzonti delle risposte mediche e sanitarie alle esigenze di cura.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Nicola Mario Iacovino Contatta »

Composta da 142 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3235 click dal 29/04/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.