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In viaggio con gli stereotipi. Il Medio Oriente tra realtà e fantasia

I dibattiti sugli avvenimenti che negli ultimi anni hanno portato il mondo musulmano ad essere percepito come il principale antagonista dell’Occidente, sia in ambito politico che culturale, si stanno diffondendo progressivamente creando un interesse generale sempre più ampio.
Il mio interesse personale verso il Medio Oriente nasce però da un’esperienza di cooperazione internazionale svolta in Giordania. Il progetto, sostenuto dalla Regione Abruzzo, si poneva l’obiettivo di migliorare la formazione professionale in campo turistico e alberghiero attraverso la presenza di docenti italiani nella scuola alberghiera di Amman.
Troppo spesso prima di partire mi sono sentita rivolgere frasi come: “non partire, non è un posto sicuro”, “sei sicura di ciò che fai?”, “lì ci sono continui attentati”, “non sono zone sicure” e così via. Mi sono chiesta il perché molte persone mi dicessero di stare attenta e di rifletterci bene, e se la mia sicurezza e convinzione di partire non celasse in realtà un’incoscienza di fondo. Mi sono domandata quanto realmente dovessi stare attenta e quali precauzioni dovessi usare nei miei spostamenti. Ho cercato di immaginare come sarebbe stata la vita quotidiana e quale tipologia di abbigliamento dovessi, o meglio potessi, portarmi dietro.
Dopo qualche mese di permanenza in Giordania dove ho avuto modo di vivere giorno per giorno a contatto con la popolazione locale, senza essermi fatta mancare la visita di alcuni Paesi limitrofi, sono tornata indenne a casa, senza aver avuto la benché minima impressione di aver corso rischi di natura terroristici.
Molteplici sono stati gli interrogativi a cui questa particolare esperienza mi ha messo di fronte, ma una volta al “sicuro” una domanda più di tutti mi pulsava nella testa: perché quello che sapevo della cultura mediorientale prima di partire in realtà rispecchiava a malapena ciò che realmente avevo visto con i miei occhi?
Questo interrogativo ha fatto crescere in me la voglia di conoscere ed apprendere qualcosa in più sulla cultura mediorientale, sulla religione, sugli usi e le abitudini; volevo inoltre capire quanto l’opinione pubblica è influenzata dalla televisione, dai giornali e da internet, e se ciò che percepisce un occidentale “medio” rispetto al Medio Oriente non è piuttosto un’immagine distorta, limitativa o comunque non del tutto rispondente reale.
Per trovare le risposte ai miei interrogativi ho iniziato il mio percorso di ricerca attraverso la lettura di testi che mi aiutassero a capire cosa sono gli stereotipi e i pregiudizi, e quali sono i processi mentali che portano alla loro affermazione e sedimentazione.
Successivamente, attraverso la lettura di testi sul tema, ho affrontato i diversi nodi della cultura mediorientale di cui spesso sentiamo parlare: l’oriente esotico, la donna orientale, l’uomo orientale e la religione islamica.
Ho affrontato poi il tema dei confini, approfondendo l’aspetto territoriale/politico e quello culturale/religioso. Nel primo caso particolare rilevanza è stata data al problema dell’attraversamento dei confini, con la discussione del caso egiziano e di quello israeliano; l’aspetto culturale/religioso è stato affrontato cercando di capire quanto la religione islamica influenza la vita delle popolazioni mediorientali, anche di quelle non islamiche.
Il tema della sicurezza del viaggio nei Paesi del Medio Oriente ha costituito anch’esso uno dei temi centrali di questo lavoro, in particolare la percezione del rischio nel viaggio e il terrorismo islamico.
L’obiettivo finale è quello di conoscere cosa porta una persona a decidere di intraprendere un viaggio in Medio Oriente; capire se i dubbi che io avevo, e che avevano le persone che mi consigliavano di non partire, sono i medesimi di altre persone che intendono intraprendere un viaggio in Medio Oriente; e infine comprendere se gli stereotipi e i pregiudizi sulla cultura mediorientale vengono confermati o sovvertiti dall’esperienza diretta dei turisti.
Per capire ciò mancava un ultimo passo: il reperimento di racconti ed esperienze di viaggio. Un’ultima riflessione allora mi ha portato a pensare che prima di partire per il mio viaggio ho provato a cercare su internet dei pareri e dei consigli di viaggio, soprattutto relativi agli aspetti pratici della vita in Giordania; ricordo che istintivamente ho riposto in questi racconti, personali e senza scopi ulteriori, maggiore fiducia rispetto a ciò che veniva consigliato nelle guide cartacee e nei siti specializzati. Da qui l’idea di utilizzare per la mia ricerca dei racconti pubblicati su internet, scritti autonomamente e non suggeriti da redazioni di giornali varie o da soggetti interessati da guadagni economici.
L’analisi di questi racconti ha fatto emergere punti di vista diversificati ed interessanti sul mondo mediorientale, che ne esce fuori con un’immagine rinnovata ed inaspettata.

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Premessa I dibattiti sugli avvenimenti che negli ultimi anni hanno portato il mondo musulmano ad essere percepito come il principale antagonista dell’Occidente, sia in ambito politico che culturale, si stanno diffondendo progressivamente creando un interesse generale sempre più ampio. Il mio interesse personale verso il Medio Oriente nasce però da un’esperienza di cooperazione internazionale svolta in Giordania. Il progetto, sostenuto dalla Regione Abruzzo, si poneva l’obiettivo di migliorare la formazione professionale in campo turistico e alberghiero attraverso la presenza di docenti italiani nella scuola alberghiera di Amman. Troppo spesso prima di partire mi sono sentita rivolgere frasi come: “non partire, non è un posto sicuro”, “sei sicura di ciò che fai?”, “lì ci sono continui attentati”, “non sono zone sicure” e così via. Mi sono chiesta il perché molte persone mi dicessero di stare attenta e di rifletterci bene, e se la mia sicurezza e convinzione di partire non celasse in realtà un’incoscienza di fondo. Mi sono domandata quanto realmente dovessi stare attenta e quali precauzioni dovessi usare nei miei spostamenti. Ho cercato di immaginare come sarebbe stata la vita quotidiana e quale tipologia di abbigliamento dovessi, o meglio potessi, portarmi dietro. Dopo qualche mese di permanenza in Giordania dove ho avuto modo di vivere giorno per giorno a contatto con la popolazione locale, senza essermi fatta mancare la visita di alcuni Paesi limitrofi, sono tornata indenne a casa, senza aver avuto la benché minima impressione di aver corso rischi di natura terroristici. Molteplici sono stati gli interrogativi a cui questa particolare esperienza mi ha messo di fronte, ma una volta al “sicuro” una domanda più di tutti mi pulsava nella testa: perché quello che sapevo della cultura mediorientale prima di partire in realtà rispecchiava a malapena ciò che realmente avevo visto con i miei occhi? Questo interrogativo ha fatto crescere in me la voglia di conoscere ed apprendere qualcosa in più sulla cultura mediorientale, sulla religione, sugli usi e le abitudini; volevo inoltre capire quanto l’opinione pubblica è influenzata dalla televisione, dai 6

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Ramona Iacuitti Contatta »

Composta da 152 pagine.

 

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