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Le immobilizzazioni materiali secondo i principi contabili nazionali ed internazionali (IAS - IFRS)

Informazioni tesi

  Autore: Carlo Criscione
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e Cremona
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Antonella Cifalinò
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 40

L’approccio all’argomento oggetto del presente lavoro suggerisce di circostanziare il significato di “immobilizzazione” quale considerazione essenziale a base di ogni sviluppo successivo.

Il codice civile non da una definizione tecnico-giuridica di “immobilizzazione”. Il primo comma dell’art. 2424 bis si limita solo ad indicare che “gli elementi patrimoniali destinati ad essere utilizzati durevolmente devono essere iscritti tra le immobilizzazioni” dell’attivo patrimoniale. La definizione di “immobilizzazione” va pertanto ricercata nelle fonti tecniche che la descrivono come: “ l’impiego di fattori produttivi duraturi, configurabili mediante costi, che non esauriscono la loro utilità in un solo periodo amministrativo, ma manifestano i benefici economici in un arco temporale di più esercizi”. Rappresentano, quindi, beni destinati a restare, all'interno dell'impresa per lunghi periodi di tempo, per restituire i benefici della propria utilità in un periodo superiore ad un solo anno di esercizio dell’impresa.

L’evoluzione della tecnica di contabilizzazione per la redazione dei bilanci ha portato alla necessità di istituzione delle fonti tecniche di riferimento; queste evolvono nel tempo fino a pervenire, in Italia, all’elaborazione dei PRINCIPI CONTABILI NAZIONALI ad opera della Commissione Congiunta dei Consigli Nazionali dei Dottori Commercialisti e dei Ragionieri sostituita nel tempo dall’Organismo Italiano di Contabilità (OIC).

La globalizzazione dei sistemi ha reso necessario il processo di armonizzazione contabile che si è concretizzato, nei tempi e modi che verranno descritti in seguito, nei PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI.

La classificazione normativa ed il trattamento contabile delle “immobilizzazioni” nei vari Principi, costituiscono l’oggetto del presente approfondimento che ha lo scopo di porre a confronto i vari criteri per dare un’ampia visione della tematica.

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5 1. Cenni storici sull’evoluzione dei principi contabili Per “principi contabili” si intendono l’insieme di regole che devono essere seguite nella corretta contabilizzazione finalizzata alla predisposizione dei bilanci delle imprese. Per quanto riguarda l’evoluzione di detti principi in Italia, una prima commissione fu avviata già nel 1942 (c.d. “Commissione Uniconti”), ma solo successivamente, e precisamente alla metà degli anni ’70, venne avviata la definizione dei principi contabili italiani ad opera di una commissione congiunta, composta da professionisti (quali, revisori e professori universitari) iscritti agli albi professionali dei Dottori Commercialisti e dei Ragionieri (rispettivamente CNDC e CNR). Detta commissione ha lo scopo di enunciare i corretti principi contabili relativi alla rilevazione, valutazione e rappresentazione dei valori di bilancio, tenendo conto della dottrina più evoluta e della prassi competente, anche in capo internazionale, includendo a tale riguardo gli orientamenti dell'Unione Europea1. L’evoluzione della normativa e della prassi contabile ha suggerito di ampliare l’organismo di emanazione dei principi. È stato così costituito, il 27 novembre 2001, l'Organismo Italiano di Contabilità (OIC) che nasce dall'esigenza, avvertita dalle principali Parti private e pubbliche italiane, di costituire uno standard setter nazionale. Nello svolgimento della sua attività l’OIC provvede a:  emanare i principi contabili per la redazione dei bilanci per i quali non è prevista l'applicazione dei principi contabili internazionali (settore privato, pubblico e non profit);  fornire supporto in relazione all'applicazione in Italia dei principi contabili internazionali, operando in stretto contatto con l’EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group), lo IASB (International Accounting Standards Board, cui spetta la predisposizione, discussione, e approvazione dei p.c. internazionali) e gli altri standard setter europei;  coadiuvare il legislatore nell'emanazione della normativa in materia contabile e connessa;  promuovere la cultura contabile2. 1 CNDC-CNR: Principi e raccomandazioni per la redazione, revisione e certificazione dei bilanci: presentazione e introduzione, Milano, Giuffrè, 1977 2 Cfr. www.fondazioneoic.it

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