Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

L'allenamento vibratorio nel fitness: analisi comparativa tra effetti sulla forza esplosiva ed induzione sulla potenza aerobica

Dalla curiosità di sapere e vivere in prima persona, come le vibrazioni possano influenzare le capacità condizionali specifiche nasce l'idea di effettuare questo studio che, in primo luogo, andrà ad indagare su come l'allenamento vibratorio intervenga nello sviluppo della componente esplosiva della forza e, in seconda battuta, che tipo di coinvolgimenti indiretti vi siano a livello delle altre capacità condizionali, soprattutto per quel che riguarda la Potenza Aerobica.
Vi sono accenni a ciò che succede con l'Allenamento Vibratorio sia a livello anatomico e strutturale sia a livello fisiologico, ormonale ed involontario, facendo una review dei principali studi effettuati.
La sfida, qui lanciata, è quella di verificare se uno specifico allenamento vibratorio incentrato sulla forza esplosiva possa o meno influenzare in maniera indiretta le capacità di corsa quali Velocità, Resistenza alla Velocità e soprattutto Potenza Aerobica.
Il tutto si è svolto in un periodo di 6 settimane durante le quali sono stati studiati 9 soggetti praticanti Rugby a livello amatoriale facenti parte del pacchetto di mischia, pertanto sono tutti atleti morfofunzionalmente simili e con caratteristiche di scarsa esplosività dovuta alla loro stazza e preparazione appunto "amatoriale".
Il protocollo ha previsto 2 gruppi disitinti (Pedana e Controllo) i quali hanno praticato 2 sedute settimanali di lavoro specifico distinto per lo sviluppo della forza esplosiva, basandosi in linea di massima sul protocollo suggerito da Carmelo Bosco nei suoi studi del 1998.
I test somministrati per l'indagine sono stati:
Squat Jump e Salto in Lungo da fermo per la forza Esplosiva;
CMJ-BL per la forza Esplosiva Elastica;
Sprint 30m per la Velocità;
Navetta 5-10-15-20m per la Resistenza alla Velocità;
Yo-Yo Endurance Test livello 2 per la Potenza Aerobica;
Elasticità Muscolare % ricavata indirettamente dal rapporto ((CMJ-SJ)/SJ)*100;
Questionario Finale sulle percezioni soggettive;
Si può notare come sia confermata la validità del protocollo vibratorio per quel che riguarda lo sviluppo della forza esplosiva, soprattutto per la componente elastica sono stati riscontrati dei valori decisamente interessanti.
Per le induzioni indirette sulle capacità di corsa, invece, non sono state trovate al momento correlazioni significative, ma questo potrebbe comunque essere un punto di partenza per ampliare il progetto in futuro riuscendo a coinvolgere un numero più ampio di soggetti.

Mostra/Nascondi contenuto.
Introduzione: Visione dello studio Allenamento Vibratorio: effetti sulla forza esplosiva INTRODUZIONE Le vibrazioni – definizione e applicazioni nella vita reale Il termine “vibrazione” (lat. Tardo vibratione(m̄ ), da vibratus̄ ‘vibrato’), inteso, dal punto di vista fisico, come “oscillazione di piccola ampiezza e di grande frequenza, propria dei corpi elastici”, e nelle specifico come “massaggio eseguito manualmente o con apparecchi elettrici che agiscono sulla zona interessata, con una serie di scosse di intensità e frequenza variabili”(diz. Zanichelli 2010), sarà il nostro oggetto di studio, soprattutto ponendo l'attenzione sull'allenamento tramite questa, definito Whole Body Vibration Training (WBVT). Prima però di addentrarci nella sfera sportiva delle vibrazioni ritengo interessante fare un breve excursus su come le vibrazioni siano presenti in molte delle attività giornaliere che ci coinvolgono; si possono riscontrare in attività ludiche e lavorative fino a quelle subite in maniera “indiretta” come, ad esempio, essere trasportati su un mezzo pubblico. Infatti il corpo umano, in ogni momento e in situazioni quotidiane di ogni tipo, è sottoposto a sollecitazioni di tipo vibratorio molto diverse e che creano quindi adattamenti, siano essi positivi o negativi, differenti tra loro. Pensiamo ad esempio a chi è occupato nel settore della manutenzione stradale e tutti i giorni utilizza il martello pneumatico come strumento di lavoro, o al boscaiolo che usa la motosega oppure ad un autista che guida un mezzo pesante; sono tutti “fruitori” indiretti di vibrazioni ad alta frequenza (cioè > 20 Mhz) per periodi prolungati e continui nel tempo e questo causa effetti decisamente negativi dato che può portare a “disfunzioni di tipo ischemico, artrosico e di perdita di forza negli arti sottesi a tali sollecitazioni“(Bovenzi et al. 1999). -5-

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Manuele Margheri Contatta »

Composta da 69 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1245 click dal 28/04/2010.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.