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Ruolo dell'infermiere nella gestione del paziente politraumatizzato nell'ambito del servizio di emergenza territoriale

Nell’ultimo decennio il panorama sanitario nazionale ha tributato numerosi riconoscimenti alla professione infermieristica. L’abolizione del mansionario, la formazione in ambito universitario e la creazione di percorsi formativi post base stanno già dando i primi frutti. Da qui la definizione di uno specifico campo d’azione e l’assunzione di responsabilità che trovano la massima espressione nell’infermiere deputato al servizio di emergenza territoriale. Interlocutore sensibile nel cogliere e soppesare le problematiche che si celano dietro una richiesta inoltrata al 118 e regista della macchina dei soccorsi in centrale operativa. Attento osservatore delle condizioni del paziente ed attuatore di manovre sulla scena del trauma. Un infermiere quindi non più ceco esecutore ma figura consapevole e responsabile del proprio operato. Professionista impegnato oltre che in ambito clinico anche nella formazione e nella ricerca.

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5 Introduzione La patologia traumatica costituisce in Italia, come in tutti i paesi industrializzati, la causa più frequente di morte nella popolazione di età inferiore ai 40 anni. In molti traumatizzati permangono danni fisici, cognitivi e comportamentali permanenti e gravemente invalidanti che rappresentano un grave problema per la società ed un pesante onere economico, psicologico e sociale per le vittime, i familiari e il Sistema Sanitario Nazionale. La patologia traumatica è stata per lungo tempo dimenticata, solo negli ultimi anni il trattamento al paziente vittima di politrauma ha suscitato l’interesse del mondo scientifico. È scientificamente dimostrato che un buon trattamento preospedaliero comporta una notevole riduzione della mortalità e della morbilità da trauma. La percentuale delle “morti evitabili” è significativamente più elevata quando non esistono strutture e personale adeguatamente addestrato. Pertanto, è necessario l’incremento della professionalità del personale deputato al soccorso extraospedaliero attraverso una mirata formazione. Il politraumatizzato è un ferito che presenta lesioni associate a carico di due o più distretti corporei (cranio, rachide, torace, addome, bacino, arti) con eventuali possibili compromissioni delle funzioni respiratorie e\o circolatorie. Il soccorso extraospedaliero si fonda sull’applicazione di un metodo che consente la valutazione e il rapido trattamento di quelle condizioni potenzialmente letali o lesive per la vita del paziente.

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Alessandro Cecchi Contatta »

Composta da 101 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.