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Le Olimpiadi: una lunga storia di sport, passioni, rinunce e... di politica

Informazioni tesi

  Autore: Hariette Zennaro
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: politica internazionale e diplomazia
  Relatore: Leonardo Asta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 203

Questa tesi di laurea analizza il mondo sportivo soffermandosi in una sua espressione ormai conosciuta in tutto il mondo: i Giochi Olimpici. Lo sport ha assunto diverse forme e modi nella sua pratica, passando da quelli che erano sport tradizionali ad altri più recenti ed estremi, ma i Giochi Olimpici sono rimasti assieme ai Campionati Mondiali di calcio un evento globale che negli anni ha unito ed allo stesso tempo diviso interi Paesi ed aree geografiche.
Nel primo capitolo i Giochi Olimpici vengono trattati dal punto di vista storico fin dalle origini nell’antica Grecia per arrivare poi allo sviluppo odierno dell’evento. Si possono, così, notare tutte le somiglianze e le differenze con i Giochi antichi e l’evoluzione che l’evento ha attraversato fino ad assumere un aspetto tale da essere irriconoscibili agli occhi dei Greci.
Nel secondo capitolo, l’attenzione si sofferma sui vari aspetti dei Giochi Olimpici, da quello politico che ha interessato soprattutto il Novecento, a quello sociale, mediatico e umano.
La politica si è trovata ad influenzare quello che con il passare degli anni diventava sempre più un modo per incontrarsi, stare insieme, e perché no…, confrontarsi in modo pacifico.
Gli Stati, però, non hanno resistito ad insinuarsi in questo evento per cercare di predominare a livello mondiale, facendo diventare gli atleti degli strumenti per raggiungere il loro scopo.
Interessante vedere come l’evento sia stato “viziato” da questi fattori sempre più, per arrivare alle sembianze attuali, spettacolari ma con pochi valori fondanti intatti.
Fenomeni sociali come il doping, ormai sempre più diffusi nella nostra società, hanno fatto diventare l’evento non più un modo per mettersi alla prova, ma l’occasione in cui ad ogni costo si cerca la vittoria. Oltre al doping si aggiungono figure che sempre più spesso si vogliono emulare, perdendo di vista la cosa più importante: lo sport come passione che fa crescere e maturare l’individuo. La “sete di denaro”, scatenato dal nascere e svilupparsi di figure come gli sponsor ha contribuito a far perdere di vista vecchi ideali fondanti, diventando prigionieri di un mondo in cui se non si vince si diventa dei perdenti.
Dal punto di vista sociale mi è stato possibile fare un confronto tra generazioni grazie all’aiuto di due atleti, uno quasi olimpico Zennaro Maurizio, e l’altro molto conosciuto nel Veneto per le sue partecipazioni e vittorie Galtarossa Rossano. Nonostante il confronto è emerso che specie in uno sport come il canotaggio la situazione è rimasta pressoché invariata negli anni.
Mentre altri sport si sono affermati a livello mondiale, e sono attualmente molto remunerativi; ce ne sono altri considerati minori che riescono a dare grandi soddisfazioni a chi li pratica, ma che ormai non attirano i giovani che hanno come ideali solamente i calciatori.
Nell’ultimo capitolo, infine, è stato rivolto uno sguardo particolare agli ultimi Giochi Olimpici disputati, quelli in Cina a Pechino.
Giochi definiti eccezionali, pieni di sorprese e di rancori; che hanno fatto molto parlare di sé per le vicende legate alla regione del Tibet oppressa dallo Stato cinese, e dai molti debiti contratti che hanno costretto la popolazione più povera ad una vita ancora più dura.

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INTRODUZIONE “O sport, diletto degli Dei, essenza di vita, tu sei apparso d‟improvviso nel mezzo della radura grigia dove si agita il lavoro ingrato dell‟esistenza moderna come il messaggero radioso di età perdute, di quelle età in cui l‟umanità sorrideva. E sulla cima dei monti, un barlume d‟aurora si è posato, e raggi di luce hanno screziato il suolo cupo di alberi. O sport, tu sei la Bellezza! Sei tu l‟architetto di questo edificio che è il corpo umano e che può divenire abietto o sublime a seconda che sia degradato dalle passioni vili o sanamente coltivato dallo sforzo. Nessuna bellezza esiste senza equilibrio e senza proporzione e tu sei l‟artefice incomparabile dell‟uno e dell‟altra perché tu generi l‟armonia, tu ritmi i movimenti, tu dai grazia alla forza e metti possanza in ciò che è morbido e sciolto. O sport, tu sei la Giustizia! L‟equità perfetta invano perseguita dagli uomini nelle istituzioni sociali spontaneamente si realizza intorno a te. Nessuno saprebbe superare di un centimetro l‟altezza che egli può saltare né di un minuto la durata della sua corsa. Le sue forze fisiche e morali collegate determinano esse sole il limite del suo successo. O sport, tu sei l‟Audacia! Tutto il significato dello sforzo muscolare si riassume in una parola: osare. A che pro possedere dei muscoli, a che pro sentirsi agile e forte e coltivare la propria agilità e la propria forza se non per osare? Ma l‟audacia che tu ispiri non ha nulla della temerarietà che anima l‟avventuriero quando affida al caso tutta la sua posta. E‟ un‟audacia prudente e meditata. O sport, tu sei l‟Onore! I titoli che tu conferisci non hanno alcun valore se sono conquistati altrimenti che nell‟assoluta lealtà e nel disinteresse assoluto. Chi è riuscito per qualche artificio inconfessabile a ingannare i suoi compagni ne subisce la vergogna nell‟intimo di se stesso e teme l‟epiteto infamante che sarà apposto al suo nome se si scopre la frode di cui si è servito. O sport, tu sei la Gioia! Al tuo richiamo la carne è in festa e gli occhi sorridono; il sangue circola pieno e serrato nelle arterie. L‟orizzonte dei pensieri diviene più chiaro e

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