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Circolazione dell'azienda e divieto di concorrenza nella giurisprudenza

La nostra indagine affronta le molteplici e delicate questioni poste dall'interpretazione ed applicazione dell'art. 2557 del codice civile, individuate e variamente risolte dalla giurisprudenza e dalla migliore dottrina.
Il primo capitolo illustra i concetti fondamentali di azienda, impresa, avviamento e clientela.
Il secondo capitolo individua le diverse ipotesi di circolazione dell'azienda (trasferimento inter vivos o mortis causa, a titolo oneroso o gratuito, volontario o coattivo, a fonte negoziale o non negoziale, usufrutto di azienda, affitto di azienda, conferimento dell’azienda in società, cessione dell’azienda ai creditori, usucapione di azienda, espropriazione forzata di azienda, trasferimento coattivo di azienda a fonte normativa o operato da provvedimento amministrativo).
I successivi capitoli mettono a fuoco tutti gli aspetti del divieto di concorrenza sancito dal suddetto articolo: natura e limiti dell’obbligo, concorrenza differenziale e concorrenza sleale, fondamento storico e giuridico del divieto, costituzionalità dell’art. 2557 del codice civile, rapporti con gli artt. 2596 cod. civ. e 41 Cost., rapporti con l’ordinamento comunitario e con la normativa italiana antitrust, soggetto passivo del divieto di concorrenza (acquirente, familiari dell’alienante, subacquirente, trasferibilità del divieto, erede non assegnatario dell’azienda in sede di divisione ereditaria, comproprietario o socio non assegnatario dell’azienda in sede di divisione dell’azienda comune o sociale), inizio di una nuova impresa, (esercizio dell’impresa con i rami di azienda non alienati o con altra azienda già posseduta, associazione in partecipazione, sviamento della concorrenza, elusione del divieto, interposizione fittizia di persona, esercizio dell’attività d’impresa in nome e/o per conto altrui oppure in veste di socio di società concorrente), patto di non concorrenza, violazione del divieto e relative sanzioni, rapporto fra il divieto di concorrenza e il delitto di truffa, relazione fra il divieto e la disciplina delle società (alienazione di quota sociale e recesso del socio dalla società).
L'appendice contiene le massime complete di ben 68 sentenze, ordinanze e decisioni, concernenti l'applicazione diretta o estensiva o analogica dell'art. 2557 cod. civ., emesse da Pretori, Tribunali, Corti d’Appello, Corte di Cassazione, Consiglio di Stato, Commissione CEE, nel periodo intercorrente fra il 1963 e il 1996, con tutti gli opportuni riferimenti, oltre che temporali, altresì al presidente, all’estensore, al P.M., alle “parti”, alla rivista giuridica in cui in molti casi è possibile reperire l’intera decisione.
La bibliografia, ragionata, presenta le seguenti partizioni: voci di enciclopedie; contributi dottrinali inseriti in trattati e digesti; corsi e manuali; monografie; commentari, rassegne di giurisprudenza e codici annotati; articoli, note e rassegne in riviste giuridiche.
Ci tengo a precisare che le riviste giuridiche puntigliosamente scandagliate per questo lavoro (limitatamente al periodo temporale 1963-1996) e utilmente riepilogate nell’apposita scheda “principali abbreviazioni bibliografiche” sono numerose: tra le tante mi limito a citare il Repertorio del Foro italiano, la Rivista di diritto civile, la Rivista del diritto commerciale e del diritto generale delle obbligazioni, la Rivista delle società, la Rivista di diritto industriale, la Rivista di diritto privato, la Rivista trimestrale di diritto e procedura civile, la Rivista dei dottori commercialisti, la Rivista giuridica degli idrocarburi, la Rassegna di legislazione e giurisprudenza petrolifera, la Rivista giuridica sarda, l’Archivio giuridico della circolazione e dei sinistri stradali, l’Archivio civile, il Foro italiano, il Foro padano, la Giurisprudenza annotata di diritto industriale, la Giurisprudenza commerciale, la Giurisprudenza completa della Corte Suprema di Cassazione. Sezioni civili, la Giurisprudenza italiana, la Giurisprudenza siciliana, la Giurisprudenza toscana, la Giustizia civile.

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5 CAPITOLO PRIMO L’AZIENDA IN GENERALE I. 1. La nozione di azienda. Impresa e azienda Il codice civile del 1942 detta, per la prima volta nella storia d’Italia, una disciplina giuridica dell’azienda, recependo così alcuni esiti dell’elaborazione dottrinale operata sotto l’impero del codice di commercio del 1882 ed in particolare nel primo quarantennio del XX secolo.1 L’abrogato codice infatti ignorava completamente il concetto di azienda, conoscendo solo quello di impresa. “La ragione dell’imponente fioritura di studi sull’azienda, in assenza di una specifica previsione legislativa della nozione, è da attribuire” alla necessità di colmare le lacune del diritto positivo.2 Il codice vigente dedica all’azienda il titolo VIII del libro V, titolo suddiviso in tre capi, relativi rispettivamente a disposizioni 1 Sul punto v. COLOMBO, L’azienda, in Tratt. Galgano, III, 1979, p. 1 e SILVAGNA, L’unità produttiva nel profilo delle vicende circolatorie, 1982, p. 16 s.. 2 SILVAGNA, op. cit., p. 5 s.. Cfr. inoltre BRACCO, L’impresa nel sistema del diritto commerciale, 1966, p. 462 e COLOMBO, loc. ult. cit..

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Giancarlo Amorosa Contatta »

Composta da 347 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.