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Dal collezionismo ai ''Tesori Restituiti''

Questo lavoro si propone di mettere a fuoco un tema di notevole interesse e grande attenzione: la restituzione, ai Paesi di provenienza, di reperti archeologici confluiti, in tempi diversi e con diverse modalità, in Collezioni private e Musei europei ed extraeuropei.
Nei primi due capitoli viene affrontato e sviluppato il fenomeno del collezionismo a partire dal Medioevo fino ai giorni nostri. Nel terzo si ripercorrono sinteticamente le tappe più significative della legislazione dei Beni Culturali in Italia, dall' Editto Pacca, fino alla normativa ancora oggi vigente. Nei capitoli IV e V si affronta il tema dei "tesori restituiti" partendo da alcuni articoli giornalistici editi fra il 1991 ed il 2009 che vengono commentati e analizzati con l'ausilio di indici appositamente creati.

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1 INTRODUZIONE Il lavoro di tesi si propone di mettere a fuoco un tema di notevole interesse, attualmente oggetto di grande attenzione: la restituzione, ai Paesi di provenienza, di reperti archeologici - spesso degli autentici ―capolavori‖ d‘arte antica - confluiti, in tempi diversi e con diverse modalità, in Collezioni private e Musei sia europei che extraeuropei. L‘argomento ha offerto lo spunto per sviluppare, all‘interno di cinque capitoli, alcune problematiche strettamente connesse fra loro. Nel Capitolo I si analizza il collezionismo di manufatti prodotti nel mondo classico durante il periodo compreso fra il Medioevo e l‘Ottocento. Nel corso di questi secoli il collezionismo si configura come un fenomeno culturale che determina, in tutta l‘Europa, un‘ampia circolazioni di manufatti antichi e la formazione di collezioni di diversa consistenza; tali collezioni da un lato contribuiscono a rendere famose famiglie e Musei che le possiedono, dall‘altro trasformano in veri e propri poli d‘attrazione le città che le ospitano. Il Capitolo II si propone di analizzare il fenomeno del ―collezionismo‖ a partire dal Novecento fino ai nostri giorni. In questo periodo per formare o arricchire le collezioni si ricorre ad azioni spesso illecite. Gli interessi dei collezionisti stimolano infatti le attività di scavo clandestino nelle aree archeologiche e determinano l‘immissione sul mercato antiquario di reperti acquisiti illegalmente. Il patrimonio archeologico subisce così gravi - o meglio irreparabili - danni: gli scavi clandestini distruggono infatti i dati relativi ai contesti e, di conseguenza, impediscono di leggere ed inquadrare in modo corretto la documentazione archeologica. Nel Capitolo III si ripercorrono sinteticamente le tappe più significative della legislazione dei Beni Culturali in Italia, dall‘Editto Pacca che nel 1820 stabilisce una regolamentazione

Tesi di Laurea

Facoltà: Conservazione dei Beni Culturali

Autore: Chiara Carratta Contatta »

Composta da 155 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2274 click dal 03/05/2010.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.