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La crisi delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche in Italia negli anni 2000

Si è affermato, sin dall'introduzione del presente lavoro, che la crisi che interessa le Fondazioni Lirico-Sinfoniche italiane è essenzialmente di tipo economico-finanziaria.

Per quanto riguarda l'aspetto legislativo la trasformazione in Fondazioni di diritto privato degli ex Enti Lirici, la riforma del Titolo V della costituzione che investe regioni, provincie e comuni di nuove responsabilità nei confonti della cultura, i diversi Decreti legislativi che hanno tentato di aprire nuovi canali di finanziamento privato a favore dello spettacolo, l'individuazione di nuovi parametri per l'assegnazioni dei contributi statali alle Fondazioni che vanno verso la valorizzazione della qualità e della buona gestione, una progressiva politica di defiscalizzazione per chi investe nella cultura, sono a mio avviso tutti segni di una precisa volontà: rendere le Fondazioni Lirico-Sinfoniche dei poli di attrazione e di interesse per il territorio e per la comunità, in modo da attirare maggiori investimenti da parte dei privati e da svincolare lo Stato dal ruolo storico di “finanziatore unico della cultura”, al fine di trasformare il settore portandolo verso una maggiore autonomia economico-finanziaria.

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Premessa Le Fondazioni Lirico-Sinfoniche sono fra le istituzioni italiane più prestigiose e significative: templi della nostrana tradizione operistica, ammirata e conosciuta in tutto il mondo, esse rappresentano un elemento costitutivo dell'identità e dell' immagine internazionale per le città che le ospitano; oltre che un fondamentale segmento dell'offerta culturale locale, sono il perno di una straordinaria tradizione di alto artigianato specializzato: scenografia, costumi, impianti scenici, oltre che musica, canto e ballo. La crisi economico-finanziaria che investe da anni queste istituzioni è dovuta a molteplici fattori tra loro interconnessi. La “sindrome dei costi” o “sindrome di Baumol” applicata alle Fondazioni Liriche, focalizza la problematicità economica connaturata al settore dell'opera lirica ed in particolare la problematicità legata all'attività produttiva delle Fondazioni: la minore capacità, propria del settore dello spettacolo dal vivo ed in particolare di quello operistico, di incorporare nuove tecnologie nel processo produttivo al fine di abbattere i costi di produzione, comporta un progressivo aumento delle voci di spesa che maggiormente gravano sul conto economico delle Fondazioni, non bilanciato da un aumento di produttività; infatti gli ingenti costi del personale stabile aumentano progressivamente con l'aumento del costo della vita, a fronte di “ricavi propri”(derivanti direttamente dalla produzione artistica del teatro) neanche lontanamente sufficienti a coprirli. Inoltre, a causa della recente politica che ha attuato forti “tagli alla cultura”, nel ridimensionamento delle risorse pubbliche erogate a titolo di finanziamento destinate a tali istituzioni, il deficit economico si è ulteriormente aggravato. Se lo stato di emergenza investe complessivamente le 14 Fondazioni Liriche, l'entità del dificit di bilancio varia molto da teatro a teatro: mentre la 4

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Laura Paolillo Contatta »

Composta da 134 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1478 click dal 04/05/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.