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La politica energetica italiana tra aziendalizzazione ed europeizzazione

L’Italia dal 1951,assieme ad altri 24 paesi entrati a pian piano a far parte dell’Unione Europea,partecipa a pieno titolo ai nuovi processi di integrazione che ci fanno capire di far parte di una realtà politica sempre più consolidata,di uno spazio europeo sempre più omogeneo all’interno del quale beni,servizi,capitali e persone circolano al di fuori dei vecchi confini nazionali.La politica energetica è parte integrante di questo processo,tuttavia,nonostante la volontà pubblicamente dichiarata di procedere il più rapidamente possibile lungo la strada delle liberalizzazioni e del completamento del Mercato Interno,oggi il processo di creazione di un mercato europeo dell’energia e di un sistema integrato e competitivo di trasporto è molto lontano da una conclusione positiva.Se il processo di parziale privatizzazione ha modificato alcuni caratteri strutturali della politica energetica italiana,l’incidenza della proprietà pubblica e degli enti locali che ha portato alla massiccia presenza dello stato nel settore dell’energia così come nei trasporti è rimasta ancora oggi assolutamente centrale.L’obiettivo di questa tesi è quello di far capire come si proponeva di attuare la Costruzione del Mercato Unico anche nel settore dell’energia e perché,nonostante gli sforzi compiuti,la dimensione nazionale di questa politica pubblica risulti preponderante rispetto quella comunitaria.Le principali conclusioni alle quali approda il presente lavoro sono: 1)Nel campo della politica energetica il ruolo dei governi nazionali rimane assolutamente predominante;2)Nel caso italiano si può parlare oggi più di un processo di aziendalizzazione dell’ex monopolista pubblico che di una vera e propria liberalizzazione e privatizzazione del settore

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8 CAPITOLO I LA COSTRUZIONE DEL MERCATO UNICO (Ragioni storiche, svolte, problemi) I. 1. La costruzione del mercato comune Il processo di organizzazione della cooperazione tra gli stati europei, volto a mettere in atto una cooperazione basata su strutture istituzionali a carattere intergovernativo con competenze in settori specifici ebbe inizio nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale. Il primo passo verso il processo di integrazione europea fu nel 1950 con la Dichiarazione Schumann. Il Ministro degli esteri francese lanciò la proposta di impegnare alcuni stati in un progetto di cooperazione più impegnativo rispetto alle tradizionali forme di cooperazione internazionale già esistenti. Con esso, ci si proponeva non solo di mettere fine alla storica rivalità politica ed economica tra Francia e Germania, ma anche di porre le basi per una pace duratura in Europa. In realtà l’obiettivo dell’iniziativa era rivolto a creare le basi per una futura unione europea a carattere federale; obiettivo ritenuto perseguibile solo attraverso la realizzazione di un progetto più circoscritto e concreto, ma

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Davide Previtera Contatta »

Composta da 206 pagine.

 

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