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Come muore la nostalgia. Paradigmi conoscitivi, sofferenze d'identità ed istanze sociali di ''malati d'emigrazione'' nei racconti di Corrado Alvaro, Saverio Strati e Carmine Abate.

Attraverso l'analisi linguistica e tematologica di alcuni racconti di tre autori calabresi appartenenti a diverse generazioni del Novecento letterario italiano (Alvaro, Strati, Abate) si cercano di individuare i fulcri tematici legati al topos letterario dell'emigrato. All'indirizzo prettamente italianistico di approccio ai testi si interseca, in un'ottica interdisciplinare, una visione psicanalitica ed antropologica del fenomeno. Il lavoro prende in esame, perciò, l'evoluzione che interessa concetti quali quello dell'alterità (intesa come altro ed altrove incontrato dall'emigrato), dell'identità, dell'abitabilità del mondo. Ancora, si cercano di individuare le tappe principali di un percorso che porta dalla morte "per nostalgia" alla morte "della nostalgia" dell'emigrato.

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3 Premessa “Ecco io e te, Meridione, dobbiamo parlarci una volta, ragionare davvero con calma, da soli, senza raccontarci fantasie sulle nostre contrade. Noi dobbiamo deciderci Con questo cuore troppo cantastorie.” Franco Costabile Un lavoro di ricerca, riprendendo le parole di Raffele Lombardi-Satriani, «si giustifica da sé o testimonia, con la sua presenza, la sua radicale inutilità: in ambedue le ipotesi, a nulla valgono le introduzioni giustificazioniste, prova esemplare dell’ideologia dell’autore, utile a dire ciò che l’autore pensa di se stesso». 1 Nel presente contributo si troverà, soprattutto, un’indagine volta ad analizzare gli aspetti più rilevanti di un’“iniziazione” culturale cui vanno incontro soggetti che vivono la “migrazione”, tenendo ben presente il concetto attorno a cui ruoteranno tutte le nostre riflessioni: quello dell’alterità, che è, allo stesso tempo, altro incontrato ed altrove abitato. Oltre ad aver rappresentato una prova per fornire una risposta ad un’urgenza emotiva avvertita in prima persona, emigrata io stessa da qualche tempo, questo lavoro vuole proporsi come un’operazione critica omogenea rispetto a tentativi, recentemente sempre più presenti all’interno della critica letteraria, internazionale e nazionale, che appaiono diretti all’individuazione delle tappe fondamentali del percorso di due forme di indagine critica. La prima ha per oggetto il tema letterario della “migrazione”, la seconda si occupa di delineare una “poetica” della “migranza”. Tali tentativi rendono visibile, 1 R. LOMBARDI-SATRIANI, Il silenzio, la memoria, lo sguardo, Palermo, Sellerio, 1979, p. 13

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere

Autore: Mariateresa Serranò Contatta »

Composta da 210 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1244 click dal 07/05/2010.

 

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