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Giochi di coppia. Logiche patriarcali e pensiero politico inglese tra il XVII e il XIX secolo.

La tesi analizza le relazioni umane e intellettuali di quattro uomini e quattro donne vissuti tra il XVII e il XIX secolo in Inghilterra, che hanno cercato di influire sullo sviluppo di un pensiero politico in favore dell’emancipazione della donna.
Partendo dall’analisi del pensiero patriarcale inglese, sistematizzato nel “Patriarca” di sir Rober Filmer, si rivalutano le posizioni di Thomas Hobbes e John Locke, che individuano nelle logiche del contratto sociale un’alternativa di pensiero alla tradizione patriarcale, in cui l’individuo è chiamato ad esprimersi in merito alle relazioni politiche e private che intrattiene.
Margaret Cavendish, immersa negli stessi circoli intellettuali parigini di Thomas Hobbes, in un racconto intitolato “The Contract”, spiega come alla base delle relazioni è necessario che ci sia un affetto sincero, piuttosto che una paura incondizionata nell’altro, come piuttosto si sostiene nel “Leviatano”. Un altro personaggio femminile, Lady Damaris Masham, si inserisce nel discorso per l’ospitalità che offre a John Locke nella casa con cui vive con marito e figli. Oltre che per il coraggio mostrato per l’epoca, Masham è un personaggio interessante perché condividendo con Locke la propria quotidianità, i propri momenti privati e i propri pensieri (attraverso un costante scambio epistolare iniziato prima della convivenza) riesce a ispirarlo nelle sue pubblicazioni.
Se le relazioni che Masham e Cavendish intrattengono rispettivamente con Locke ed Hobbes non sfociano in una concreta condivisione di idee, due secoli dopo, Harriet Taylor e Anna Wheeler discutono pubblicamente della soggezione femminile con John Stuart Mill e William Thompson, impegnati anche da un punto di vista pratico nella risoluzione delle contraddizioni sociali in un’Inghilterra da poco entrata nel vortice della rivoluzione industriale.Gli scritti sul matrimonio e sul divorzio dei due coniugi sottolineano il carattere di soggezione in cui è costretta la donna, vincolata dalle regole sociali e dall’esclusione della maggior parte dei diritti politici e civili. Contrarre matrimonio è ancora l’unica alternativa praticabile per gli individui di sesso femminile. In “Appello”, scritto a quattro mani da Wheeler e Thompson, si denuncia anche l’ingerenza delle logiche economiche capitalistiche che sfruttano la donna in quanto sessualmente differenziata e per questo rischiano di compromettere il benessere collettivo di tutta la società. Alle logiche competitive “Appello” contrappone un modello basato sulla cooperazione e condivisione tra gli individui, in maniera che ognuno, secondo i propri bisogni e le proprie capacità, possa contribuire al miglioramento generalizzato di tutti.

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Introduzione “Giochi di coppia. Logiche patriarcali e pensiero politico inglese dal XVII al XIX secolo” analizza la relazione tra quattro uomini e quattro donne che condividono gli stessi ambienti intellettuali e che discutono della questione femminile come di una problema politico che coinvolge tutta la società. Al centro dell’attenzione di questa tesi, infatti, c’è la questione di genere tra il XVII e il XIX secolo, vista attraverso lo sguardo di questi personaggi che con le loro idee e il loro comportamento hanno contribuito all’elaborazione del pensiero politico a favore dell’emancipazione femminile. Il discorso parte dalla disputa che anima l’Inghilterra nel XVII secolo tra le tradizionali teorie patriarcaliste e le nascenti teorie contrattualiste. Il “Patriarca” in cui Sir Robert Filmer sistematizza il patriarcalismo politico, secondo la definizione di Gordon Schochet, viene sfidato dalla risposta contrattualista elaborata da John Locke nei “Due trattati sul governo”, in cui, come aveva già fatto Hobbes nel “Leviatano” qualche tempo prima, l’idea del contratto sociale e dell’individuo che esprime il proprio consenso diventa lo strumento di legittimazione del potere politico. La scelta di analizzare in primo luogo i testi di Locke piuttosto che il “Leviatano” di Thomas Hobbes, deriva dal fatto che nei Due Trattati lockiani troviamo una risposta diretta alle questioni che Filmer pone nel “Patriarca”, oltre che un’elaborazione più matura del pensiero contrattualista. Nonostante le numerose differenze che emergono nel filone contrattualista, come vedremo attraverso l’analisi degli scritti di Hobbes e di Locke, ciò che ne stabilisce l’unità è l’idea che ciascun individuo nella relazione contrattuale, politica o privata che sia, deve esprimere la propria volontà. Nel momento in cui si afferma questo diritto come valido per qualsiasi individuo, come è possibile che la donna nella società continui a subire l’esclusione dalla maggior parte dei diritti politici e civili? Né Locke, né Hobbes, infatti, intendono lasciare fuori dalla loro discussione metà del genere umano, nonostante gran parte della critica femminista ancora fatica ad attribuire una piena validità in questo senso al discorso contrattualista. È indubbio però che, se nelle dottrine patriarcali la donna assume un ruolo definito secondo quella che è la volontà maschile, del padre prima, del marito poi, con l’introduzione del consenso quale fondamento delle relazioni individuali, oltre che 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Stefania Peca Contatta »

Composta da 165 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.