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Dinamica di accrescimento di Leucojum aestivum L. in alcune sorgenti di terrazzo a Pavia

Nel tratto pavese del Ticino, a sud dei rioni di San Pietro in Verzolo e Montebolone, si colloca una vasta area golenale, dove si osservano fenomeni di risorgenza di acque dal sottosuolo, ben localizzati in sei diverse sorgenti, per le quali era già stata riconosciuta una forte peculiarità ecologica.
Alcune specie assumono, lungo le emergenze idriche, la connotazione di “traccianti”, come nel caso di Leucojum aestivum L., specie che negli ultimi anni ha assistito, in Pianura Padana, alla riduzione del suo areale distributivo ed è perciò inclusa in diverse leggi regionali di protezione della flora. Emette i primi germogli ad ottobre, bloccando poi la crescita fino a gennaio-febbraio, in attesa di condizioni ambientali favorevoli; la fioritura comincia ad aprile, proseguendo fino a maggio e si manifesta in un numero di fiori che va da 2 a 8, successivamente la pianta entra in una fase di quiescenza, che prevede la morte delle parti aeree e la sopravvivenza dei bulbi ipogei. È una specie igrofila e predilige quindi terreni torbosi, sponde di corsi d’acqua e aree parzialmente inondate ma secche nel periodo estivo.
Un censimento ha identificato una popolazione che conta oltre 1000 individui in tutto il terrazzo indagato, che sembra mostrare un anticipo nella fioritura. La concentrazione di Leucojum aestivuum lungo le acque sorgenti ha fatto supporre che siano proprio queste ultime a fornire a questa specie protetta alcuni degli elementi ottimali per crescere.
Lo studio condotto, mirato a monitorare la dinamica di crescita individuale, ha avuto inizio a metà febbraio 2009 ed è proseguito durante tutto il ciclo fenologico della pianta, fino alla fase di quiescenza a fine maggio.I rilevamenti sono stati effettuati con cadenza circa settimanale, misurando la prima foglia spuntata per ciascuna pianta marcata e registrando alcuni eventi quali la comparsa dello scapo fiorale e la sua lunghezza, il momento in cui sono sbocciati i fiori e il loro numero e la fruttificazione.
In ogni data di campionamento, sono state, inoltre, rilevate, le temperature dell’aria, e dell’acqua in superficie, a 10 e a 20 cm di profondità, la quantità di ossigeno disciolto.
Mensilmente è stata campionata e censita la comunità macrobentonica, grazie all’ausilio di un piccolo telaio di alluminio. La fauna macroinvertebrata conta 24 taxa diversi, è abbastanza omogenea nelle tre sorgenti, numericamente consistente, con una densità media che oscilla fra i 93 e i 272 individui in 500 cm2. Per quanto riguarda Leucojum aestivum, i dati raccolti indicano che l’accrescimento ha subito il maggiore incremento tra il 26 marzo e il 9 aprile, periodo in cui gli individui sono cresciuti anche 15 mm al giorno di media. Lo scapo fiorale è comparso a metà marzo, manifestando poi ad inizio aprile da due a sei fiori.
Non tutte le piante sono fiorite, conseguenza probabilmente imputabile all’età degli esemplari. Il numero totale di fioriture è di 67 su 161 piante marcate, la cui percentuale maggiore ha contato 3 fiori per pianta.
La conoscenza di un andamento individuale di crescita ha permesso di individuare un modello comune di accrescimento, rappresentato da una una curva di accrescimento ottenuta attraverso la media di tutte le curve individuali. È stato poi possibile rapportare individui a crescita differente normalizzando a 1 tale curva. L’allungamento fogliare è stato piuttosto lento nei primi 20 giorni; verso il quarantesimo giorno si assiste al momento di massima velocità di crescita, il quale corrisponde nella curva d’accrescimento al punto di flesso; dopo il sessantesimo giorno si ha un progressivo rallentamento, che si stabilizza poi nell’andamento asintotico. I risultati ottenuti hanno consentito di definire meglio la dinamica di crescita di Leucojum aestivum nell’area di studio, ponendo le basi su cui approfondire l’ipotesi per la quale si assisterebbe, in questa popolazione, ad un anticipo nella fioritura..
Lo studio è attualmente ancora in corso e i nuovi dati sembrano confermare quanto finora supposto.

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1 INTRODUZIONE A sud dei rioni di San Pietro in Verzolo e Montebolone, a Pavia, si colloca una vasta area corrispondente alla golena del Ticino. In questa zona, la roggia Vernavola, inizia a scorrere sulle alluvioni oloceniche del fiume ed è qui, a ridosso del terrazzo fluviale, che si osservano fenomeni di risorgenza di acque dal sottosuolo. Tale fenomeno idrico si manifesta in sei diverse sorgenti, attorno alle quali si sviluppa un ambiente che presenta interessanti caratteristiche naturali che lo rendono idoneo ad uno studio ecologico. In particolare, si è scelto di condurre un’indagine su una particolare specie vegetale igrofila, Leucojum aestivum, la quale, lungo le emergenze idriche che interessano il terrazzo in questione, assume la connotazione di “tracciante”. Leucojum aestivum, o “campanellino” estivo predilige indubbiamente zone umide, con caratteristiche compatibili all’ambiente in cui è stata condotta la ricerca; è, inoltre, una specie inclusa in diverse leggi regionali di protezione della flora, in quanto negli ultimi anni ha assistito, nella Pianura Padana, ad una restrizione del suo areale distributivo. Inoltre la comunità indagata sembra mostrare un anticipo nei tempi di fioritura, rispetto a quanto si conosce dalla letteratura. L’ipotesi di base è che questa prematura fioritura sia dovuta all’influenza subita dalle acque in cui cresce, particolarmente cariche di nutrienti e relativamente calde in primavera. Perciò accanto ad un monitoraggio costante del ciclo vegetativo, si è ritenuto opportuno verificare alcune altre caratteristiche abiotiche e biotiche, delle sorgenti, in modo da individuare eventuali correlazioni tra l’habitat e i tempi di crescita del fiore. In ogni caso, questa indagine prende essenzialmente in considerazione la dinamica della crescita, studiata attraverso rilievi settimanali che hanno interessato 180 individui distribuiti in tre delle sei sorgenti; sono stati studiati l’allungamento fogliare e dello scapo fiorale, la comparsa dei fiori e il loro numero, la sfioritura e la fruttificazione. Lo studio è basato sulla marcatura di singoli esemplari, in modo da ottenere informazioni individuali che, attraverso un’elaborazione dati, suggeriscano quale sia il trend di crescita reale, e non mediato come nel caso di misure eseguite con campionamento casuale. Infine la disponibilità di studi affini in letteratura ha permesso di avere termini di paragone, che supportassero o meno l’ipotesi di partenza.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Martina Morano Contatta »

Composta da 111 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.