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Emozioni e comunicazione: le espressioni del volto

La nostra vita sarebbe molto meno soddisfacente se ci mancasse la capacità di esprimere e provare emozioni. Sono stati sicuramente i filosofi ad occuparsi per primi delle emozioni, poi, a partire dall’800’ l’interesse in psicologia nei confronti delle emozioni ha portato alla formulazione di diverse teorie che si sono susseguite nel tempo. Attraverso questo elaborato si è tentato di ripercorrere partendo da alcune definizioni di ‘emozione’ tratte da enciclopedie e dizionari scientifici, l’excursus storico di questi studi prendendo in esame solo alcune delle tante teorie che hanno tentato di spiegare le emozioni, forse, le più significative. La seconda parte del lavoro è dedicata nello specifico alle espressioni del volto e a come queste siano capaci di trasmettere l’emotività degli individui nella comunicazione non verbale. I primi ad interrogarsi sulle emozioni sono stati i filosofi, per questo motivo l’elaborato comincia con l’analisi del pensiero di Aristotele, che vede le passioni come componenti imprescindibili dell’animo umano; successivamente un ulteriore contributo fondamentale è stato dato da Cartesio che separando la mente dal corpo attribuisce un valore d’irrazionalità alle emozioni ma bisognerà aspettare il 1872 perchè avvenga il vero cambiamento epistemologico nello studio delle emozioni, infatti sarà Darwin con L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali a dare vita ad un approccio scientifico nello studio delle emozioni. Un altro contributo fondamentale allo studio delle emozioni, risalente a questo periodo, è sicuramente da attribuire a Sigmund Freud il quale guardò alle emozioni come a meccanismi dell’interiorità umana da analizzare attraverso il metodo psicanalitico. Una particolare attenzione è poi stata dedicata all’aspetto biologico delle emozioni e alle sedi neurali deputate al controllo emotivo; anche in questo caso si è seguito lo sviluppo storico, che ha portato con i diversi studi ad individuare nel sistema limbico il luogo centrale dell’emozionalità e in particolare nell’amigdala la ghiandola fulcro delle emozioni. La seconda parte di questo elaborato è incentrata sulle espressioni facciali e su come queste siano dotate di significato per l’interpretazione delle emozioni,in particolare analizzando la teoria neuro-culturale (1972) di Ekman, la quale invoca l’intervento di due fattori nell’espressione facciale delle emozioni, il primo fattore è di natura neurofisiologica; il secondo fattore è invece di natura culturale e cognitiva, consiste nelle cosiddette display rules o regole di esibizione che corrispondono a meccanismi appresi nel processo di socializzazione e che interagiscono con i programmi di espressioni innate. Un approfondimento al proposito è stato dedicato al FACS (facial action coding system,) strumento di decodifica delle espressioni facciali proposto da Ekman e Friesen (1976), finalizzato a scomporre le unità muscolari ultime del volto e a individuarne il ruolo nell’espressione facciale delle emozioni.

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7 1. LE EMOZIONI 1.1 Defininizione e storia delle emozioni Emozione: “Processo interiore suscitato da un evento-stimolo rilevante per gli interessi dell‟individuo; la presenza di un‟emozione si accompagna a esperienze soggettive (sentimenti), cambiamenti fisiologici, (risposte periferiche regolate dal sistema nervoso autonomo, reazioni ormonali ed elettrocorticali), comportamenti espressivi (postura e movimenti del viso e del corpo, emissioni vocali).”1 “Reazione affettiva intensa con insorgenza acuta e di breve durata determinata da uno stimolo ambientale. La sua comparsa provoca una modificazione a livello somatico, vegetativo e psichico. Le reazioni fisiologiche a una situazione emozionante investono le funzioni vegetative come la circolazione, la respirazione, la digestione e la secrezione, le funzioni motorie tramite un‟ipertensione muscolare e le funzioni sensorie come svariati disturbi alla vista e all‟udito. Le reazioni viscerali si manifestano con una perdita momentanea del controllo neurovegetativo con conseguente incapacità temporanea di astrazione dal contesto emozionale. Le reazioni espressive riguardano la mimica facciale, gli atteggiamenti del corpo, le abituali forme di comunicazione. Le reazioni psicologiche si manifestano come riduzione del controllo di sé, difficoltà ad articolare logicamente azioni e riflessioni, diminuzione delle capacità di metodo e critica”.2 “Il termine emozione (o uno dei suoi equivalenti:‟passione' o 'affectus') è usato in riferimento a fenomeni assolutamente diversi: esperienze soggettive o sentimenti, comportamenti espressivi, comportamenti motivati e mutamenti corporei. Uno dei problemi principali nella definizione di emozione è che ognuno dei quattro tipi di fenomeni suddetti può verificarsi in assenza degli altri. Ci possono essere sentimenti senza mutamenti fisiologici o segni 1 Oliverio Alberto, approfondimento tratto dall‟Enciclopedia della scienza e della tecnica, En- ciclopedia Treccani, Roma, 2006, p. 451 2 Galimberti Umberto, Dizionario di psicologia, Editrice Torinese, Torino, 1992, p. 358

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Silvia Sorano Contatta »

Composta da 64 pagine.

 

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