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Il settore dell'energia elettrica tra obblighi di servizio pubblico e concorrenza

L'elaborato descrive un quadro organico del processo evolutivo che ha coinvolto il settore dell'energia elettrica,a partire dall'originaria erogazione privata del servizio, fino alla costituzione del monopolio legale per poi giungere alla costituzione di un regime concorrenziale.
Sono analiticamente analizzate le motivazioni che hanno indotto il legislatore alla costituzione di un regime concorrenziale e le modalita attraverso le quali il Legislatore ha attuato la liberalizzazione del mercato elettrico.
Una particolare attenzione è dedicata agli obblighi di servizio pubblico imposti dal legislatore in capo agli esercenti per evitare che il regime concorrenziale, una volta istaurato, potesse compromettere la fruizione del servizio pubblico, a danno degli utenti.
Sono, inoltre, esplicate le competenze riconosciute in capo all'Autorità per l'energia elettrica e il gas e in capo all'Autorità garante della concorrenza e del mercato, dirette a promuovere e a tutelare la concorrenza e gli utenti.

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7 Introduzione Il settore dell’energia elettrica costituisce un ambito che non può sfuggire all’attenzione dello studioso in relazione alla particolare rilevanza sociale ed economica del servizio che ne costituisce l’oggetto. Tale servizio viene concordemente identificato come di interesse pubblico essenziale, in quanto idoneo a soddisfare bisogni primari della vita di ogni individuo e la cui privazione o compromissione nella fruizione incide sulle dinamiche esistenziali. Il settore elettrico, a partire dai primi anni novanta, è stato coinvolto da un processo di privatizzazione e liberalizzazione di matrice comunitaria, che ha, del resto, riguardato, tutti i settori economici fondamentali, tra cui, appunto, anche il settore elettrico, determinando profondi cambiamenti nelle modalità operative e di funzionamento del mercato. Le istanze liberistiche e concorrenziali sono state sollecitate da intenti sia economici che sociali, quali la competitività tra le imprese, con auspicati benefici per l’economia dell’intero Paese,e il convincimento che la competizione potesse contribuire al miglioramento qualitativo e tariffario del servizio erogato e, dunque, al conseguimento di un maggiore benessere sociale. Nel perseguimento degli obiettivi del “liberismo economico”, il Legislatore ha dovuto fare i conti con settori di attività che sono stati tradizionalmente caratterizzati da un esteso interventismo pubblico. La natura di interesse generale del servizio, la particolare rilevanza economica e il carattere di monopolio naturale hanno, infatti, tradizionalmente giustificato, in passato, il loro affidamento ad un unico operatore pubblico, operante in regime di monopolio legale, e ciò anche nel convincimento della maggiore garanzia fornita al servizio pubblico dalla sua erogazione da parte dello Stato.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Aldo Mannarelli Contatta »

Composta da 189 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.