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La clemenza dell'autorità antitrust nei confronti delle imprese

Rappresenta un'analisi giuridica ed economica dell'applicazione di programmi di clemenza (leniency programs) da parte delle autorità antitrust in Italia ed in Europa attraverso un'esegesi ed un confronto delle relative normative. L'analisi procede con un lavoro di valutazione da un punto di vista economico-matematico per evidenziare punti di forza e problematiche con un costante riferimento alle relazioni dell'AGCM.

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3 | P a g i n a La clemenza delle autorità antitrust nei confronti delle imprese Premessa L’attuale sistema economico ha reso indispensabile l’adozione di norme che regolino il comportamento degli operatori economici e istituiscano organismi pubblici con compiti di vigilanza . I primi ad intuire l’importanza di tale controllo furono gli Usa dove nel 1890 fu adottato lo Sherman Antitrust Act che rappresenta la prima forma di limitazione dei monopoli e dei trust, mentre i paesi europei ne avvertirono l’esigenza solo nel secondo dopoguerra e si deve attendere il 1957 perchè l’Europa comunitaria, sul solco del progetto di creare un mercato comune, si occupi delle intese restrittive e dell’abuso di posizione dominante con il Trattato di Roma. L’Italia, invece, ha inteso disciplinare le suddette fattispecie solo nel 1990 con l’emanazione della legge n.287, recante Norme per la tutela della concorrenza e del mercato, che, inoltre, ha istituito l’Autorità garante della concorrenza e del mercato(Agcm). Lo scopo di tali normative e delle autorità preposte a vigilare sul loro rispetto è quello di garantire il maggior benessere sociale possibile per il cittadino nella consapevolezza che situazioni di monopolio od oligopolio diminuiscono tale benessere e causano l’aumento dei prezzi di offerta, la diminuzione della possibilità di scelta, la diminuzione della qualità di beni e servizi, la riduzione delle innovazioni ecc. Lo strumento principale per contrastare tali fenomeni anticoncorrenziali è rappresentato dalla sanzione pecuniaria che svolge un importante effetto deterrente che può essere stimato in una riduzione del 55% del tasso di formazione dei cartelli rispetto ad un sistema in cui sono assenti norme antitrust1. Accanto al tipico strumento della sanzione pecuniaria con il tempo se 1 Cfr. MARIA BIGONI, SVEN-OLOF FRIDOLFSSONZ, CHLOE’ LE COQ e GIANCARLO SPAGNOLO, Fines, Leniency, Rewards and Organized Crime:Evidence from Antitrust Experiments, SSE/EFI Working Paper Series in Economics and Finance N. 698, 2008.

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Luca Vitale Contatta »

Composta da 111 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.