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L'antropologia giuridica nell'opera di Johann Jakob Bachofen

Informazioni tesi

  Autore: Giovanna Regali
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Identità,memoria e mutamento sociale
  Relatore: Maria Paola Mittica
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 93

Attraverso le sue opere maggiori, Bachofen dà una prima sistemazione teorica del diritto materno. Questo concetto denota un ordine sociale in cui è la discendenza matrilineare a determinare la posizione giuridico-politica del singolo. Bachofen pone il diritto materno come equivalente al dominio matriarcale (ginecocrazia) e suppone una fase di civiltà matriarcale valida per tutti i popoli, che precede la svolta verso il patriarcato. Bachofen elabora una spiegazione intuitiva dei simboli e dei miti, equiparando la polarità uomo-donna al dualismo spirito-materia, e interpreta l’evoluzione della storia – che determina forme diverse di convivenza sociale, secondo un modello storico attraversato da tre fasi – come una graduale e necessaria liberazione dello spirito dalla materia.
L’ultimo capitolo è interamente dedicato all’opera sul matriarcato (e alla sua ricezione) in cui Bachofen teorizza in modo articolato e complesso l’esistenza storica di uno stadio della società in cui la trasmissione dei beni e del nome avveniva per via materna e in cui il governo spettava alle donne (ginecocrazia), ispirato al “principio di Demetra” , dea greca del grano, dell’agricoltura e delle stagioni (Demetra significa infatti “madre terra): al suo avvento l’umanità ebbe il suo primo ordinamento giuridico secondo un diritto naturale e universale, distinto dal diritto positivo fissato in leggi scritte con il successivo imporsi del patriarcato. In questa ricostruzione ci siamo avvalsi di tutto il materiale disponibile su Bachofen, consultando tutto ciò che fino ad ora è stato pubblicato sul giurista svizzero, comprese alcune fonti in lingua originale. Anche la sitografia su Bachofen e sui suoi temi è ormai sterminata.
Dal nostro punto di vista abbiamo cercato di criticare l’impianto schematico che sottostà alla concezione del matriarcato di Bachofen. Siamo partiti dalla convinzione che la storia non abbia una meta verso cui dirigersi, e che sia soltanto un processo di cui di volta in volta possiamo tracciare alcune tappe, senza avere la presunzione di poterne determinare il corso. Abbiamo individuato le radici della concezione storica di Bachofen, mettendo in evidenza le tensioni che hanno caratterizzato il suo percorso intellettuale e i suoi “controversi” rapporti con il maestro Savigny. Da qui siamo passati a descrivere l’ambiente familiare, entro cui Bachofen è stato educato, e le sue origini patrizie. Successivamente abbiamo fatto emergere l’aspetto “oscuro” dei suoi interessi e i rapporti con il romanticismo mistico (Creuzer, Görres, il simbolo e il mito). Nell’ultimo capitolo, dedicato interamente all’opera sul matriarcato e alla sua ricezione, abbiamo dimostrato come il pensiero di Bachofen sia attraversato da istanze metafisiche e storiche che corrono in modo parallelo e complementare, per cui risulta vano voler confermare con prove storiche ciò che è fondato su presupposti metafisici. Alla fine del suo percorso e per avere sempre più convalide alle sue teorie, Bachofen è quasi costretto ad estendere il suo campo di indagine sia in termini temporali che geografici, approdando infine dagli studi sull’antichità all’antropologia sociale e giuridica, nel cui ambito rimane una figura importante quanto controversa e isolata.

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2 INTRODUZIONE: NEL SEGNO DELLA MADRE “[Il significato morale della ginecocrazia] trova risonanza in un sentimento naturale cui nessuna epoca è estranea, e tale risonanza ce ne facilita la comprensione. Negli stadi più profondi e oscuri dell‟esistenza umana l‟amore tra la madre e il nato dal suo corpo rappresenta un punto luminoso della vita, il solo chiarore nella tenebra morale, la sola beatitudine nella profonda miseria. […] Nella cura per il frutto del proprio corpo, la donna impara prima dell‟uomo a spingere la propria preoccupazione amorosa oltre i confini dell‟io individuale […] Da essa allora procede ogni elevazione delle norme di vita, ogni benevolenza, ogni dedizione, ogni sollecitudine, ogni pietà verso i morti. […] Dal principio della maternità generatrice scaturisce l‟universale fratellanza di tutti gli uomini, la cui coscienza e la cui legittimità declinano quando si sviluppa il principio di paternità. […] [sul principio materno] si basa il principio di universale libertà ed eguaglianza, che spesso riconosceremo quale tratto fondamentale della vita dei popoli ginecocratici […] Gli stati ginecocratici andarono famosi per essere stati immuni da lotte intestine e per la loro avversione contro ogni perturbazione della pace”. (J.J. Bachofen, Il matriarcato. Ricerca sulla ginecocrazia del mondo antico nei suoi aspetti religiosi e giuridici. Preambolo e introduzione, a cura di Giulio Schiavoni, Einaudi, Torino 1988, Tomo I, pp. 14-15). La domanda che ci siamo posti quando abbiamo iniziato questo lavoro su Bachofen è che senso avesse aggiungere un‟altra tesi a questo autore ormai così celebre. I riconoscimenti dati a questo autore ormai non si contano, così come innumerevoli sono i titoli di saggi che gli sono stati dedicati. Eva Cantarella, una studiosa che in Italia rappresenta una delle maggiori esperte in materia, scrive che «oggi, Bachofen è consacrato fra i padri della sociologia e dell‟antropologia sociale: considerato da alcuni un precursore del funzionalismo, da altri uno dei fondatori della sociologia del diritto, da altri ancora il primo sociologo della famiglia, egli ha comunque diritto a un posto d‟onore nella galleria degli antenati delle nuove scienze sociali»1. Nel convegno pisano, dedicato al giurista basilese, la stessa studiosa riconosce a Bachofen il merito di aver ricorso alla «comparazione etnografica», la quale «è un‟intuizione autonoma, una dimostrazione ulteriore dell‟originalità di un personaggio che certamente meriterebbe, nella storiografia ottocentesca, uno spazio maggiore di quello che gli viene riconosciuto»2. Da parte sua, Jesi definisce Bachofen «più di un 1 E. Cantarella, Johann Jakob Bachofen: un capitolo nella storia dei rapporti tra le scienze sociali, in J. J. Bachofen, Introduzione al “diritto materno”, a cura di E. Cantarella, Editori riuniti, Roma 1983, p. 7. 2 E. Cantarella, Bachofen e l‟antropologia, in Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa, Classe di Lettere e Filosofia, Serie III, vol. XVIII, 2 (1988), pp. 682-683.

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Parole chiave

amazzonismo
antropologia giuridica
bachofen
diritto materno
eterismo
matriarcato
patriarcato

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