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Una scuola nella prospettiva europea del lifelong learning. Il ruolo della dirigenza scolastica.

Informazioni tesi

  Autore: Maria Silvia Nocelli
  Tipo: Tesi di Master
Master in Master di II livello in Dirigente Scolastico
Anno: 2010
Docente/Relatore: Floriana Falcinelli
Istituito da: Università degli Studi di Macerata
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 64

istruzione
I rapidi cambiamenti che stanno caratterizzando l’Europa, le rapide trasformazioni tecnologiche, le incertezze economiche , sono variabili che debbono essere affrontate nel contesto di una strategia complessiva in cui il ruolo fondamentale spetta al sostegno fornito dalle attività di istruzione e formazione.
“Ogni giorno possiamo renderci conto dei cambiamenti prodotti da questi fenomeni. In seno all’impresa essi conducono a nuove forme di lavoro. A scuola esigono nuove forme di sapere. Nella vita di tutti i giorni modificano le abitudini. Queste mutazioni non sono una semplice parentesi ma preannunciano la società di domani. Per L’Europa, per ciascuno di noi ciò che conta è assumere il controllo di tali trasformazioni, per evitare di subirle” (Commissione Europea, 1995)
Tali mutamenti sono accompagnati dalla crescente velocità di diffusione della conoscenza e da uno sviluppo tecnologico sempre più rapido, fenomeni tipici che caratterizzano la nostra epoca. La mondializzazione degli scambi, la globalizzazione delle tecnologie e in particolare l’avvento delle società dell’informazione, offrono agli individui maggiori possibilità di accesso all’informazione e al sapere .
La società del futuro sarà quindi una società conoscitiva. E’ in questa prospettiva che si profila il ruolo centrale dei sistemi di istruzione e quindi degli insegnanti e di tutti gli operatori della formazione.
Proprio per questo, negli ultimi anni, il Lifelong learning, l’educazione per tutto l’arco della vita, si è sempre più guadagnato un posto di primo piano nella riflessione e nei programmi politici dell’Unione Europea.
Il Consiglio Europeo straordinario tenutosi a Lisbona nel marzo 2000 ha dettato gli obiettivi educativi degli stati membri fino al 2010 affermando che per "diventare l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale" entro il 2010, occorre “creare un’Europa dei cittadini tramite l’istruzione e la formazione permanente”.
A questo proposito si riprende il concetto di Lifelong Learning per sottolineare che la formazione ormai deve aver luogo in qualsiasi fase della vita e in tutti gli ambiti .
Tali affermazioni mettono ulteriormente in luce l’esistenza di differenti modalità di apprendimento: accanto all’apprendimento formale, esistono anche gli apprendimenti non formali e informali attraverso cui si possono acquisire conoscenze utili e spendibili professionalmente anche nell’ambito della famiglia, durante il tempo libero, in seno alla collettività locale e al proprio lavoro quotidiano.
In questo contesto la nozione di istruzione e formazione permanente deve diventare per il lavoro del Dirigente Scolastico un elemento fondante nell’analisi dell’offerta e della domanda dei vari contesti di apprendimento.
Per raccogliere adeguatamente tale proposta, il Dirigente Scolastico dovrà guidare i suoi docenti a sviluppare e ad approfondire un concetto di apprendimento partendo da un’idea di curricolo inteso come ricchezza di opportunità personali.
Compito del Dirigente Scolastico sarà pertanto l’ organizzazione di un sistema educativo e formativo nel quale gli studenti, aiutati e guidati dai docenti e da tutto il personale scolastico, considerino i linguaggi e i contenuti disciplinari come un ponte verso la realtà che va compresa e letta attraverso un esercizio sistematico, scientifico e critico, affinché possano assumere il controllo delle grandi trasformazioni in atto, per evitare di subirle.
Alla scuola viene affidato infatti, così come sancito nella Risoluzione del Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea del novembre 2003, il compito di trasformarsi in un “ambiente di apprendimento aperto, capace di assumere un ruolo propositivo rispetto alle sollecitazioni che provengono dal mondo dei giovani e degli altri contesti che contribuiscono alla loro crescita personale e sociale”.
Un ambiente dove l’apprendere ad apprendere e l’apprendere a crescere possano costituire i veri pilastri dell’educazione del XXI secolo, così come auspicato dall’UNESCO.

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1 Introduzione I rapidi cambiamenti che stanno caratterizzando l’Europa, le rapide trasformazioni tecnologiche, le incertezze economiche , sono variabili che debbono essere affrontate nel contesto di una strategia complessiva in cui il ruolo fondamentale spetta al sostegno fornito dalle attività di istruzione e formazione. “Ogni giorno possiamo renderci conto dei cambiamenti prodotti da questi fenomeni. In seno all’impresa essi conducono a nuove forme di lavoro. A scuola esigono nuove forme di sapere. Nella vita di tutti i giorni modificano le abitudini. Queste mutazioni non sono una semplice parentesi ma preannunciano la società di domani. Per L’Europa, per ciascuno di noi ciò che conta è assumere il controllo di tali trasformazioni, per evitare di subirle” (Commissione Europea, 1995) Tali mutamenti sono accompagnati dalla crescente velocità di diffusione della conoscenza e da uno sviluppo tecnologico sempre più rapido, fenomeni tipici che caratterizzano la nostra epoca. La mondializzazione degli scambi, la globalizzazione delle tecnologie e in particolare l’avvento delle società dell’informazione, offrono agli individui maggiori possibilità di accesso all’informazione e al sapere . La società del futuro sarà quindi una società conoscitiva. E’ in questa prospettiva che si profila il ruolo centrale dei sistemi di istruzione e quindi degli insegnanti e di tutti gli operatori della formazione. Proprio per questo, negli ultimi anni, il Lifelong learning, l’educazione per tutto l’arco della vita, si è sempre più guadagnato un posto di primo piano nella riflessione e nei programmi politici dell’Unione Europea. Il Consiglio Europeo straordinario tenutosi a Lisbona nel marzo 2000 ha dettato gli obiettivi educativi degli stati membri fino al 2010 affermando che per "diventare l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale" entro il 2010,

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