Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La Banca d'Italia come autorità indipendente

La tesi consta di tre capitoli:
Il primo riguarda lo sviluppo storico della Banca d'Italia, dalla sua nascita come banca centrale del Regno fino alla nascita del Sistema Europeo di Banche Centrali, con una piccola digressione circa la possibile carenza di legittimazione democratica delle decisionio della B.C.E.;
Il secondo attiene alla struttura della Banca d'Italia in relazione all'ord. giur. interno,con particolare riguardo alle novità introdotte dal testo Unico bancario del 1993 per quanto concerne l'operatività della Banca stessa, oltre che un approfondimento circa i rapporti con il C.IC.R.;
Il terzo capitolo riguarda l'approfondimento della nozione di Autorità Indipendente con riferimento alle motivazioni della nascita di tali centri di potere, agli elementi caratteristici di tali A.I., alla necessità di dare una qualificazione alla natura giuridica di tali centri di potere, alla determinazione di un indice di riconoscibilità per questi organismi: la Neutralità. Il concetto è analizzato sotto due profili:
a) il primo per cui Neutralità è tecnicità, considerazione secondo la quale la Politica ne è esclusa e dunque risulta che la Banca d'Italia non sia configurabile come Autorità Indipendente nel settore creditizio.
b) il secondo per il quale Neutralità equivale a razionalizzazione dell'intervento della politica, che per questa via tutela esigenze nuove sorte per effetto delle operazioni di fusione tra banche ed anche dall'esigenza della collettività del rispetto dei principi informatori della nostra Costituzione che non è di impronta liberistica.
Il mio scritto si inserisce nel senso di rispettare il principio della nascita delle A.I. come esigenza della politica di razionalizzare il suo intervento in campi disparati, libera da qualsivoglia rigidezza.
La discussione mi ha fruttato 6 punti.

Mostra/Nascondi contenuto.
5 Premessa L’argomento di questo scritto riguarda la Banca d’Italia, nella sua possibile qualificabilità come Autorità Indipendente; non si può certo affermare che questo sia un argomento sul quale pochi hanno scritto, dato che molta illustre dottrina ha sviluppato profonde valutazioni.L’interesse per quest’argomento sorge dal fatto che la Banca si è sempre posta, all’interno dell’Ordinamento Giuridico Italiano in una posizione particolare: posizione dovuta soprattutto alla titolarità di poteri di particolare intensità, si pensi alla titolarità della Funzione Monetaria la cui principale forma d’estrinsecazione era rappresentata dalla titolarità del potere di emettere moneta che ”è attributo indefettibile della sovranità”, come da tutti sicuramente riconosciuto. Dopo la nascita della Banca Centrale Europea e del Sistema di Banche Centrali Europee, nascita che ha determinato il trasferimento di tali competenze a queste Istituzioni sopranazionali, la Banca d’Italia si pone ancora in una posizione di particolare forza in relazione alle competenze residuatele. Mi riferisco, cioé, al settore della vigilanza del settore creditizio, ambito operativo in cui essa ancora svolge le sue funzioni ordinarie. Prima di aver affrontato il problema della configurabilità della Banca come Autorità Indipendente, è stato opportuno prendere in considerazione in primo luogo, lo sviluppo storico che ha interessato la Banca dal suo atto di nascita, nel 1893 per giungere all’altro atto di nascita, quello della Banca Centrale Europea, il 1° gennaio 1999, unitamente alla contestuale adozione dell’Euro come Moneta Unica; in questo lungo periodo storico sono intervenute le Leggi bancarie del 1936/1938 nonché il nuovo testo unico bancario datato 1° settembre 1993 (attualmente in vigore) che ha apportato dei mutamenti per l’operatività della Banca stessa; basti ricordare l’adozione del principio della Vigilanza prudenziale in luogo di quella Strutturale oppure al recepimento delle direttive comunitarie in materia del credito oppure ancora all’adozione del principio dell’home country control in materia di competenza ad esercitare i controlli che spetta all’Autorità preposta alla vigilanza del paese d’origine della casa madre ma anche l’estensione dell’ambito operativo della vigilanza ai cosiddetti intermediari finanziari non bancari oltre che la nuova sistemazione dei rapporti con il Comitato Interministeriale Credito e Risparmio, sul quale si può assicurare che la Banca abbia una sorta di prevalenza materiale anche se, formalmente, essa ne è sott’ordinata.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Pierrenzo Noventa Contatta »

Composta da 78 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 9401 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 24 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.