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Il rischio reputazionale. Il caso della Northern Rock

Informazioni tesi

  Autore: Francesca Chiariello
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli studi di Napoli "Parthenope"
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Mariagrazia Starita
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 164

Quest'elaborato inizia con la collocazione del rischio reputazionale. Infatti, il secondo pilastro di Basilea 2 rappresenta uno degli aspetti più innovativi della riforma del sistema di adeguatezza patrimoniale, in quanto in aggiunta ai requisiti patrimoniali del primo pilastro, le banche sono tenute ad effettuare una valutazione interna di adeguatezza patrimoniale anche degli altri rischi quali, rischio strategico, rischio residuo, rischio derivante da cartolarizzazione e, dunque, rischio reputazionale. Molte sono state le definizioni attribuite al rischio reputazionale, tra queste quella della circolare 263/2006 della Banca d'Italia che definisce il rischio reputazionale come il rischio derivante da una percezione negativa dell'immagine della banca da parte di terzi, siano essi azionisti, stakeholder, controparti o autorità di vigilanza. Già precedentemente, nel 1999, la Banca D'Italia aveva definito il rischio reputazionale come il rischio derivante da inefficienze nella prassi operativa, inefficienze che possono pregiudicare la componenete fiduciaria insita nel rapporto con il pubblico; la perdita reputazionale che ne deriva comporta conseguenze economiche-patrimoniali negative.
Recentemente il rischio reputazionale è divenuto più semplice da misurare, anche se si rinvia in questo, come in altri casi di difficile misurazione, ai presidi organizzativi predisposti internamente dalle banche.
Il rischio reputazionale è stato poi analizzato come causa e conseguenza del rischio di liquidità, ed in questo contesto si è spiegato il motivo per cui è stata la Northern Rock, prima banca ad essere colpita dalla crisi di liquidità, ad essere oggetto di questa tesi.
La NR è stata poi analizzata nel dettaglio dalla nascita alla crisi e alla successiva nazionalizzazione, all'interno di un elaborato innovativo, dettagliato e preciso, cercando di spiegare il trattamento della reputazione all'interno di questa istituzione finanziaria in un modo che non si troverà in nessun altro manoscritto.

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4 Introduzione: dalla crisi finanziaria all’importanza del rischio reputazionale 1. La crisi finanziaria internazionale: due anni dopo Sono trascorsi poco più di due anni da quando, nell’estate del 2007 nei mercati finanziari internazionali, è esplosa la crisi del credito originata dai mutui subprime statunitensi. Gli effetti della crisi si manifestano ogni mese con maggiore severità1: c’è chi la ritiene la peggiore dopo la grande depressione degli anni trenta del secolo scorso e chi ritiene che il peggio debba ancora manifestarsi. Ovviamente, se sorgono delle difficoltà per le previsioni future, più semplice appare l’analisi retrospettiva della crisi, delle sue cause e delle lezioni che da essa si possono trarre, da un lato per il management delle istituzioni finanziarie, quelle maggiormente coinvolte nella crisi, dall’altro per gli organi di vigilanza, ai quali è demandata la tutela della stabilità finanziaria. 1 Arcucci F., Una crisi finanziaria per tutti, ma più grave per alcuni paesi, Banche e Banchieri 2/2009

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