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Le reti museali: analisi delle criticità e delle relative prospettive di sviluppo

A partire di primi anni ‘90 il bisogno di ammodernamento che ha caratterizzato il settore dei Beni Culturali ha portato ad affiancare alle più tradizionali politiche culturali logiche economiche e relativi strumenti innovativi. Si parla, infatti, di comparto museale proprio per denotare la rilevanza che le logiche e i modelli economici hanno assunto in un ambito tradizionalmente guidato dal gusto estetico.
In particolare, in Italia ci si è soffermati sull’analisi di nuovi modelli organizzativi, fondati sui fenomeni connettivi e integrativi tra i diversi soggetti portatori di interessi. La rete, quindi, intesa come "trama di relazioni non competitive tra entità autonome", si presenta come uno strumento innovativo di gestione che favorisce il pieno espletamento delle attività istituzionali del museo attraverso il perseguimento di obiettivi intermedi di natura economica.
Tale strumento consente, infatti, come è emerso da alcuni casi analizzati, di sopperire ad alcune lacune rilevate nel comparto museale, quali scarsità di finanziamento e di competenze tecnico-scientifiche nonché difficoltà gestionali. La tesi si propone, in primo luogo, di offrire un quadro critico del comparto museale con particolare attenzione ai musei locali, attraverso un’attenta analisi del panorama legislativo, dell’assetto istituzionale e della dotazione di risorse finanziarie e umane che ne rappresentano i fattori di maggiore criticità.
In secondo luogo, l’attenzione si sposta sulle reti museali, con peculiare riguardo alle modalità di definizione, implementazione e analisi di un ipotetico network culturale. In particolare, dopo aver analizzato i fattori determinati che portano alla costituzione di una rete museale, se ne analizzano vantaggi e svantaggi per poi passare alla disamina della struttura reticolare dal punto di vista della social network analysis, metodologia che permette di rappresentare graficamente le relazioni sociali e la posizione dell’organizzazione nel sistema di relazioni.
La terza parte del lavoro, più empirica, concerne una proposta di rete museale
nella Provincia di Lecce, definita sulla base delle precedenti best practices nazionali ed europee. È evidente, infatti, come non sia credibile un modello innovativo senza la prospettazione di un progetto pratico che permetta di evidenziare i costi e i benefici derivanti dall’organizzazione in logica sistemica del comparto museale.
Il presente lavoro fornisce, pertanto, una proposta di progetto di rete non soltanto in termini di idea-progetto ma anche di fattibilità economico-finanziaria.

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  4   INTRODUZIONE A partire di primi anni ‘90 il bisogno di ammodernamento che ha caratterizzato il settore dei Beni Culturali ha portato ad affiancare alle più tradizionali politiche culturali logiche economiche e relativi strumenti innovativi. Si parla, infatti, di comparto museale proprio per denotare la rilevanza che le logiche e i modelli economici hanno assunto in un ambito tradizionalmente guidato dal gusto estetico. In particolare, in Italia ci si è soffermati sull’analisi di nuovi modelli organizzativi, fondati sui fenomeni connettivi e integrativi tra i diversi soggetti portatori di interessi. La rete, quindi, intesa come "trama di relazioni non competitive tra entità autonome", si presenta come uno strumento innovativo di gestione che favorisce il pieno espletamento delle attività istituzionali del museo attraverso il perseguimento di obiettivi intermedi di natura economica. Tale strumento consente, infatti, come è emerso da alcuni casi analizzati, di sopperire ad alcune lacune rilevate nel comparto museale, quali scarsità di finanziamento e di competenze tecnico-scientifiche nonché difficoltà gestionali. La tesi si propone, in primo luogo, di offrire un quadro critico del comparto museale con particolare attenzione ai musei locali, attraverso un’attenta analisi del panorama legislativo, dell’assetto istituzionale e della dotazione di risorse finanziarie e umane che ne rappresentano i fattori di maggiore criticità. In secondo luogo, l’attenzione si sposta sulle reti museali, con peculiare riguardo alle modalità di definizione, implementazione e analisi di un ipotetico network culturale. In particolare, dopo aver analizzato i fattori determinati che portano alla costituzione di una rete museale, se ne analizzano vantaggi e svantaggi per poi passare alla disamina della struttura reticolare dal punto di vista della social network analysis, metodologia che permette di rappresentare graficamente le relazioni sociali e la posizione dell’organizzazione nel sistema di relazioni. La terza parte del lavoro, più empirica, concerne una proposta di rete museale nella Provincia di Lecce, definita sulla base delle precedenti best practices nazionali ed europee. È evidente, infatti, come non sia credibile un modello

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Elisa Monsellato Contatta »

Composta da 80 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2160 click dal 31/05/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.