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Il mistero del dolore mentale. Patologia depressiva ed analisi del testo di Alain Ehrenberg: ''La fatica di essere se stessi''.

Scrivere sulla depressione è un compito estremamente interessante, ma non certo semplice.
Il mio lavoro si divide in tre parti principali.
La prima parte concerne una breve ricostruzione della costituzione storica della malattia mentale. Tale ricostruzione si muove dalle origini, quando il folle veniva sostanzialmente considerato un “posseduto”, arrivando fino ai giorni nostri, caratterizzati dall’esigenza di creare “politiche di salute mentale e diritti di cittadinanza”.
La seconda parte è dedicata al tentativo di descrivere la patologia depressiva: sindrome caratterizzata da un insieme di sintomi psichici e fisici persistenti nel tempo, consistente principalmente in una diminuzione, da lieve a grave, del tono dell’umore.
A questa sintomatologia principale, possono accompagnarsi deficit dell’attenzione e della concentrazione, disturbi del sonno, disturbi alimentari, estrema ed immotivata prostrazione fisica.
L’ultimo capitolo è dedicato all’analisi dell’opera del sociologo Alain Ehrenberg: “La fatica di essere se stessi. Depressione e società”.
Infine espongo le mie conclusioni.

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-3 PRIMA PARTE CAPITOLO 1: LA COSTITUZIONE STORICA DELLA MALATTIA MENTALE Immersi nel presente, riteniamo che i nostri problemi abbiamo sempre avuto la stessa faccia. Naturalmente non è così. Anche per quanto riguarda il problema della malattia mentale vale la stessa considerazione, ossia riteniamo che la visione della follia sia sempre stata quella contemplata oggi. Un rapido sguardo ai diversi modi in cui la follia è stata considerata può rappresentare il modo migliore per comprendere quanto l’idea di malattia mentale sia variabile e quanto sia collegata alle credenze della società e del tempo. Questo sguardo offre inoltre la possibilità di riflettere come anche noi, nella nostra epoca, ci poniamo nei confronti della questione della salute mentale 1.1. Dal 200 d.C al 1300. Magia ed esorcismo. Nel 200 d.C. si afferma nel mondo latino la scuola medica di Galeno (medico greco, 131-201 d.C.) che riprende l’impianto di studi di Ippocrate (460-377 a.C, considerato il padre della medicina) e che spiega il disturbo mentale come uno “squilibrio umorale” del cervello. Siamo perciò di fronte alla spiegazione organica del disturbo mentale. Ad essa si contrappone la spiegazione magica, strettamente legata alla cultura delle superstizioni. Tale spiegazione collega il disturbo mentale ad oggetti, animali oppure a congiunzioni astrali. Il rimedio alla patologia mentale, secondo questa concezione, consiste in pratiche e

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Elena Salvetti Contatta »

Composta da 37 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.