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Responsabilità sociale e obesità infantile

Informazioni tesi

  Autore: Massimo Serrajotto
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM)
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Relazioni pubbliche e pubblicità
  Relatore: Vincenzo Russo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 56

L’affollamento pubblicitario sta creando dei grossi danni nella crescita e nella salute dei bambini, che sono più vulnerabili agli attacchi del marketing. Inoltre porta ad accelerare il processo di crescita dei bambini che si sta verificando nella società attuale e lentamente tende ad accorciarsi il periodo dell’infanzia, proiettando i ragazzi in una dimensione dove gli uomini restano sempre bambini e i bambini nascono già uomini. In secondo luogo va a favorire uno stile di vita che comporta come rischio concreto l’obesità. All'età di 9 anni in città campione di Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Campania, Puglia e Calabria, il 23,9% dei bambini è in sovrappeso e il 13,6% è obeso. L’obesità può dipendere da tre fattori. Da fattori organici, cioè se un bambino presenta genitori obesi, è più facile che diventi obeso, fattori psicologici dovuti molto spesso ad alterazioni del sistema familiare, e fattori socio-ambientali, quali una cattiva alimentazione e praticare attivamente attività sedentarie, come lo star seduti davanti al televisore. La maggior parte dei bambini italiani, infatti, guarda la televisione in media dalle 2 alle 3 ore al giorno. Le ore di tv più viste dai bambini sono le ore che vanno dalle 16:00 alle 19:00, la cosiddetta fascia protetta. La fascia protetta è stata creata nel 1990 per proteggere i minori da immagini che possono essere lesive perché ritenute troppo violente od oscene. Le aziende la utilizzano come canale principale per intraprendere campagne di marketing rivolte al target dei bambini e degli adolescenti. Il marketing aggressivo rivolto ai minori sta lentamente conquistando anche la rete. Internet, infatti, è la nuova frontiera della pubblicità, perché permette l’interazione con l’utente e la personalizzazione dei contenuti. Le aziende produttrici di merendine o produttrici dei cosiddetti “junk food” (cibo spazzatura) promuovono uno stile di vita malsano e una comunità priva di valori, dove il cibo e il denaro sono mezzi per ottenere la felicità. Una cattiva alimentazione porta inevitabilmente al rischio effettivo dell’incremento di obesità, che ha effetti negativi sulla salute del bambino e può ripercuotersi anche in futuro quando diventerà adulto. L’obiettivo della tesi è di comprendere come le aziende produttrici dei cibi ad alto contenuto calorico possano limitare i danni causati dal rischio di obesità. Non esiste ancora una regolamentazione della pubblicità e della promozione di prodotti alimentari per i bambini nell’Unione Europea o a livello mondiale, però le cose stanno iniziando a cambiare. Le imprese dal canto loro possono adottare una condotta responsabile per limitare i danni provocati da un affollamento pubblicitario. Adottare un approccio responsabile nei confronti del mercato e dei consumatori èinfatti, oltre che un vantaggio per le imprese stesse, un modo efficace per limitare l’abuso di cibi spazzatura e, di conseguenza frenare l’aumento di obesità nei giovani.

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4 INTRODUZIONE La pubblicit Ł ormai parte della nostra vita. Abbiamo contatti con lei in ogni momento della giornata, dalla colazione, al viaggio per raggiungere il lavoro. Ci accompagna durante i programmi in tv e durante la vita di tutti i giorni. La pubblicit Ł ovunque e ormai siamo talmente abituati a vederla che non ci facciamo nemmeno caso. Quest affollamento pubblicitario per sta creando dei grossi danni nella crescita e nella salute dei bambini, che sono piø vulnerabili agli attacchi del marketing. Inoltre porta ad accelerare il processo di crescita dei bambini che si sta verificando nella societ attual e e lentamente tende ad accorciarsi il periodo dell infanzia, proiettando i ragazzi in una dimensione dove gli uomini restano sempre bambini e i bambini nascono gi uomini. In secondo luogo va a favorire uno stile di vita che comporta come rischio concreto l obesit . All’et di 9 anni in citt campione di Lombardia, T oscana, Emilia Romagna, Campania, Puglia e Calabria, il 23,9% dei bambini Ł in sovrappeso e il 13,6% Ł obeso. L obesit pu dipendere da tre fattori. Da f attori organici, cioŁ se un bambino presenta genitori obesi, Ł piø facile che diventi obeso, fattori psicologici dovuti molto spesso ad alterazioni del sistema familiare, e fattori socio-ambientali, quali una cattiva alimentazione e praticare attivamente attivit sedentarie, come lo star seduti davanti al televisore. La maggior parte dei bambini italiani, infatti, guarda la televisione in media dalle 2 alle 3 ore al giorno. Le ore di tv piø viste dai bambini sono le ore che vanno dalle 16:00 alle 19:00, la cosiddetta fascia protetta. La fascia protetta Ł stata creata nel 1990 per proteggere i minori da immagini che possono essere lesive perchØ ritenute troppo violente od oscene. Le aziende la utilizzano come canale principale per intraprendere campagne di marketing rivolte al target dei bambini e degli adolescenti. Secondo la nota ricerca In bocca al lupo. Spot alimentari e minori , condotta da Maria D Amato in collaborazione con l Osservatorio di Pavia e il Dipartimento di Scienze dell Educazione dell Universit Roma Tre, in Italia durante queste ore un bambino viene indotto al

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Parole chiave

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