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L'economia ai tempi delle crisi. Etica e nuovi modelli di sviluppo.

Today the global crisis that has hit world finance, American first and then worldwide, now has pervaded all spheres of the social and the productive. Easy credit, which produced a large quantity of securities and toxic polluters of economic production, connected to a collapse of confidence in the whole economic system, ended up in producing a devastating setback in consumption and, therefore, of the world economy. Although the recent tentative signs of recovery do predict a more positive future the situation is spill out from this disaster. Socio-economic indicators point to nothing good for the future because what is lacking is ideas, not their theoretical formulation as in their practical implementation, useful not only in breaching of the problem, but also points that will serve a different future for the entire global economic structure. But what is the absolute limit for thinking in contemporary socio-economic-production in seeking ways to provide a reasonable path to long-term development?. A careful analysis on the close interrelationship between the factors of consumption and productivity in close correlation with technological innovation is fundamental to an understanding. The crisis of production systems, especially in the West, originates from two main factors. The first consideration is, with the lure of getting an increasingly higher level of profits, through the achievement of an increasingly problematic degree of productivity, favored by incessant revolutionary technological innovations introduced over the last sixty - seventy years. The second related phenomenon as a consequence of the first, is the high penetration achieved by consumption in the socio-economic systems, which does not only have a cultural context but has also significantly changed the perception of well being that until then had been had in the pre – consumerist period. Looking at the various cyclical phases that have characterized the world of production from the Thirties until today, it must be highlighted that the contradictions that have characterized, and still characterize, the world of production from the human factor in decision in the production. The distinction must be made between the American model of production, based on a holistic array of consumerism, and the European production model, especially the Italian one, where the importance of territory and history that characterizes production has come to influence not just on the qualitative side both the product and the people involved in their implementation.
There has been a continuing relationship with the emergence of the phenomenon of speculative development as a leitmotif of the last twenty years. The abolition of legislation to control economic and financial activities over the past two decades has fostered the emergence of financial monsters that have engulfed structures considered so far considered unsinkable. Through the study and analysis of potential leakage provided by authors who have focused much on the phenomenon, such as Krugman, Stiglitz, Friedman, Shiller, a resolution is traced that adheres firmly to economic and philosophical classical solutions advanced by these scholars, as well as others however, which would appear not to provide any escape from the problem. However, building on ideas and
assumptions and experiences in specific contexts a new development paradigm may be delineated, or at least perceived which seeks to take into account the considerations previously made.

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3 INTRODUZIONE Seppure immersi nella cronaca, privi dunque del distacco che solo il tempo può dare, siamo in molti a nutrire un sospetto assai fondato: la presente crisi, nonostante sia assodata l‟origine dovuta a storture strutturali presenti nel sistema economico attuale, tuttavia sembra che tragga anche origine da una errata concezione della cosiddetta libertà d‟azione. Intesa in tale prospettiva non come un elemento vivifico dal punto di vista sociale, ma come elemento scevro da qualsiasi considerazione etica o umana, rivendicata impropriamente nel corso della storia. Il fare soldi con i soldi sembra oramai, sull‟onda di una coatta uniformazione al consumo sempre più irrazionale1, aver fatto presa su ogni aspetto dell‟uomo; tanto è vero che i recenti scandali finanziari, venuti alla luce grazie alle sempre più virulente indagini giudiziarie che stanno svelando i cupi retroscena con cui il capitombolo economico odierno, pongono più di un interrogativo sull‟operato dei cosiddetti agenti economici. Perseguendo il raggiungimento dell‟obbiettivo di un facile arricchimento, il quale ha velocizzato la ricerca degli scopi prefissi, l‟individuo sembra che abbia pure accantonato, con la fine degli schemi ideologici della guerra fredda, la tematica di un sincero e condiviso criterio di giustizia. Non che questo sia scomparso dal dibattito culturale contemporaneo, considerando i numerosi lavoro scientifici e speculativi prodotti in merito, ma sembra che il problema di un giustizia più equa e coerente con la sua natura solidale, così come affermatasi nel corso degli ultimi duecento anni, sia stata posta in un ordine secondario rispetto alla priorità principale di conseguire un elevato status reddituale. In questa prospettiva, se prima veniva considerata immorale un‟azione svolta, pur nell‟atto di conseguire un vantaggio a detrimento degli altri, oggi, nella fattispecie distorta di un «utilitarismo» senza alcun fondamento morale, viene quasi del tutto apprezzato o quantomeno giudicato conveniente in quella determinata situazione dal sentire comune. Se, in questo contesto, si prende ad esempio il principio della proprietà privata, cardine del pensiero socio-economico moderno, ci si rende conto che l‟asserzione resa poc‟anzi trova un suo fondamento. Procedendo alla sua assolutizzazione, fino ad escludere qualsiasi forma di controllo morale da parte della comunità, il sentire comune corre seriamente il rischio di vedere vanificati gli effetti benefici scaturenti dal principio, tanto da mettere in cattiva luce un‟ idea che è, che lo sarà ancora per lungo tempo, il cardine dell‟economia contemporanea. La cattiva o la errata interpretazione di un concetto, così come insegna il processo storico-evolutivo dell‟uomo, può portare a commettere errori, che prima o poi avranno conseguenze funeste nella creazione del bagaglio conoscitivo di ognuno. 1 Il quale comunque prevede l‟acquisto di beni, anche indebitandosi, non necessari ed effimeri, solo perché lo status sociale ricoperto lo impone, come vedremo tra breve.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Andrea Camarda Contatta »

Composta da 304 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.