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Sindrome frontale: valutazione multidimensionale ed individuazione degli obiettivi riabilitativi

Introduzione: la Sindrome Frontale nelle sue varie articolazioni interferisce con il programma fisioterapico e conseguentemente necessita di interventi multiprofessionali. A tale scopo è stata ideata una specifica scheda di valutazione, ed è stato realizzato uno studio sperimentale. Endpoint primario dello studio: validazione di una scheda per la valutazione della Sindrome Frontale. Endpoint secondario: applicabilità del sistema nei vari setting clinici. Partecipanti: 40persone sane(gruppo controllo) e 10persone con lesione cerebrale in sede frontale(gruppo studio). Criteri di inclusione del gruppo studio: presenza di lesione cerebrale in sede frontale, età 18–85 anni, distanza dal trauma 1–24 mesi. Materiali e metodi: scale di valutazione di riferimento quali GOAT, FAB, MMSE, Item-Bank per la misurazione dello stato confusionale post-lesionale. La valutazione dei due gruppi è stata condotta in parallelo con cecità accessoria. La scheda è stata somministrata ad entrambi i gruppi e, in relazione al gruppo studio, sono stati identificati correlati obiettivi riabilitativi. Risultati: correlazione lineare inversa tra punteggi e tempi impiegati(Test di Pearson), tutte le serie numeriche sono non troppo distanti dalla distribuzione normale(Test di Shapiro-Wilk), valori cut-off (Curva di Roc) corrispondenti ad un tempo di 15 minuti(p<0,0333) e ad un punteggio di 158/171(p<0,0659). Sensibilità:70%(punteggio),100%(tempo) Specificità:90%(punteggio),85%(tempo); Accuratezza del test, sensibilità+specificità: 160(punteggio), 185(tempo). Conclusioni: dal nostro studio emerge una vera e propria importanza diagnostico-terapeutica della scheda, la quale può essere somministrata anche a persone con lesioni cerebrali in altra sede o in persone con altre patologie ad azione sul SNC.

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Prefazione _______________________________________________________________ Corso di Laurea in Fisioterapia – Elisa Fratini – A. A. 2008/09 6 Prefazione Capire le azioni degli altri e le intenzioni che ne sono alla base è una caratteristica peculiare che contrassegna la nostra specie, ci consente di interagire con i nostri simili e di empatizzare con loro. La qualità delle azioni messe in atto da una persona ed il comportamento che questa instaura nei confronti del mondo circostante, risente considerevolmente dell’integrità e della funzionalità dei lobi frontali. Queste aree infatti sono implicate in compiti di governo, elaborazione e coordinazione di molteplici funzioni cerebrali quali: motilità volontaria, abilità cognitive (memoria, attenzione, linguaggio, calcolo, ecc..), comportamento, emotività ed affettività. Una lesione a carico di queste aree comporta una compromissione multicentrica del soggetto e della sua capacità di agire, una disfunzionalità globale nei confronti della sfera motoria, intellettiva, comportamentale ed emotivo-affettiva designata con il nome di “sindrome frontale”. La scelta di questo vasto argomento trae origine dall’affascinante eterogeneità clinica che si nasconde dietro di esso. Di per sé l’ambito neurologico ha attirato la mia attenzione fin dall’’inizio del mio percorso di formazione universitaria, coinvolgendomi ancor più durante i periodi di tirocinio svolti in questi tre anni di studio. Il venire a contatto con questi pazienti, osservarli, valutarli e lavorare con loro mi ha fatto capire quanto l'uomo possa essere innanzitutto un organismo inscindibile di psiche e soma, corpo, emozioni e spirito, e come normalmente questa unione di elementi possa conferirgli una natura positiva, una forza, un'energia, diretta allo sviluppo delle capacità utili al suo mantenimento, alla sua autoregolazione ed autorealizzazione. Gli esseri umani, oltre alla potenzialità naturale di sviluppare le proprie capacità, hanno anche la capacità di conoscersi e comprendersi, e sono i migliori esperti di sé stessi, ma tutto questo nel soggetto con sindrome frontale,

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Elisa Fratini Contatta »

Composta da 298 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.