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Le comunità virtuali d’apprendimento

Il lavoro si propone di analizzare il fenomeno delle comunità d’apprendimento ed in particolare una, il Master Open Distance Learning, dal punto di vista dei paradigmi teorizzati da Carl Rogers nella sua opera “Libertà nell’apprendimento”.
Ho scelto di applicare i principi rogersiani alle comunità virtuali, nonostante fossero stati enunciati per ambienti scolastici più tradizionali, proprio perché partecipano sia dei principi fondamentali del costruttivismo, sia delle caratteristiche salienti delle comunità d’apprendimento.
La base fondamentale che accomuna questi diversi approcci è lo spostamento del fulcro dell’apprendimento da un sapere meramente nozionistico ad un processo in cui diventa centrale l’imparare ad apprendere, la costruzione di significati, cioè, a partire dal proprio vissuto personale.
In un’ottica che rende attivo il discente ed i suoi sistemi di riferimento, la figura del docente subisce delle sostanziali modifiche, passando dalla funzione di esporre quanti più dati possibili a quella di facilitare il percorso del partecipante, di metterlo in grado di fruire dei materiali che gli sono forniti e di creargli un ambiente adeguato, dove poter interagire e muoversi secondo le sue esigenze ed esperienze.
Esperienza che qualifica e struttura l’apprendimento, facendolo diventare un “learning by doing” in cui si evidenzia la natura relazionale del sapere e il suo fondarsi su significati semantici condivisi dal gruppo. L’ancoraggio alla propria esperenzialità rende motivante per lo studente la partecipazione alla comunità e gli permette di costruire un percorso che lo porterà allo sviluppo del se, in cui attuare una negoziazione dei significati e in cui effettuare un’auto-valutazione, anche qui, togliendo al docente il suo ruolo tradizionale di “dispensatore dei voti”.
La partecipazione alla comunità si rivela libera, come postulato da Rogers nella sua opera, non esiste un obbligo ad orari, modi o tempi stabiliti a priori, tuttavia questo comporta una profonda responsabilità verso se stessi e verso la comunità di cui si fa parte. Il legame che si stabilisce tra i partecipanti implica la volontà di condividere valori ed interessi, regole ed obiettivi, ma implica, anche, l’impegno costante per il benessere e lo sviluppo della comunità stessa.
Il lavoro presentato di seguito, pertanto, si muove dall’evidenziazione di questi postulati, descrivendo nel primo capitolo i presupposti teorici da cui si è generata la nascita delle comunità d’apprendimento, contrapponendoli a modelli di sapere precedenti, che muovevano da prospettive completamente diverse e a volte anche opposte. Si descriveranno le teorie comportamentiste, cognitiviste e costruttiviste, mettendole a confronto soprattutto in relazione ai loro paradigmi sull’apprendimento.
Nel secondo capitolo, invece, l’accento si sposta sulle caratteristiche specifiche delle comunità d’apprendimento. Sono sottolineati i punti di contatto con la teoria costruttivista e si rileva come l’evoluzione delle tecnologie abbia influito sul loro evolversi, inoltre, si espongono gli elementi principali su cui si fondano le comunità, i ruoli che si agiscono al loro interno e le relazioni che si stabiliscono tra le persone e con l’ambiente tecnologico.
Il terzo capitolo, infine, è uno studio di caso in cui si analizza una comunità d’apprendimento, nello specifico il Master Open Distance Learning erogato dalle Università di Macerata, Udine e Camerino, alla luce dei paradigmi rogersiani che, come evidenziato in questa introduzione, partecipano delle premesse teoriche e metodologiche sottese alle comunità d’apprendimento e alle teorie costruttiviste.

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5 Capitolo 1 Il back-ground teorico Nel secolo scorso si passò dall’idea che la conoscenza scientifica e la scienza, in quanto attività conoscitiva per eccellenza, fossero la rappresentazione di un mondo esterno, oggettivo, misurabile, ad una visione che abbandonava le pretese d’assoluta oggettività a favore della soggettività del singolo e della sua percezione della realtà, ciò avvenne in diversi ambiti del sapere e della conoscenza1, compreso quello dell’apprendimento. Di seguito si illustreranno le tre principali teorie di riferimento in questo settore, da quella che si basa sull’approccio totalmente oggettivo alla realtà, il comportamentismo, a quella costruttivista che invece pone il soggetto al centro della conoscenza. 1.1 Il comportamentismo Punto di partenza del comportamentismo è il classico dualismo mente-corpo, di fronte al quale si privilegia il corpo che esibisce un comportamento, in relazione a determinati stimoli. La mente, infatti, ha un’attività non oggettivabile e pertanto è un’entità non necessaria, perché non è osservabile in maniera scientifica nelle sue interne modificazioni. Di conseguenza soltanto il comportamento deve essere assunto come unico oggetto da studiare e per farlo è necessario osservare gli stimoli che l’organismo riceve e le risposte che fornisce loro. Tra stimoli e risposte non si può fare teoria se non in termini d’associazioni che si sono stabilite nel tempo. Il comportamentismo situa l’apprendimento, che può avvenire solo tramite sommatoria, su queste associazioni nuove tra stimoli e comportamenti di risposta a tali associazioni. I concetti su cui ci si basa sono: • il soggetto che apprende è fondamentalmente passivo; • la misurazione è data confrontando il comportamento dopo la situazione d’apprendimento con quello precedente; • l’apprendimento viene valutato secondo i criteri della quantità e dell’accuratezza della performance. La mente viene quindi per i comportamentisti considerata una sorta di scatola nera, il cui funzionamento interno è irrilevante rispetto alle relazioni tra certi tipi di stimoli (ambientali) e certi 1 Anche in ambito storico e storiografico, per fare un esempio, si assiste alla demolizione da parte tra gli altri di Henry- Irénée Marrou delle teorie che si fondavano sulle pretese di oggettività nell’avvicinarsi ai documenti storici.

Tesi di Master

Autore: Emanuela Carosi Contatta »

Composta da 31 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1759 click dal 28/06/2010.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.