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I mercati mobiliari per le piccole e medie imprese: un confronto internazionale

Informazioni tesi

  Autore: Luca Gandolfi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1995-96
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Roberto Bottiglia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 259

Il lavoro che ho svolto nel 1996 ha voluto essere un confronto tra i mercati mobiliari per le piccole medie imprese che stavano allora, ma anche oggi sia in Italia che all'estero, crescendo e sviluppandosi. Per quanto riguarda l'Italia ho analizzato quello che è stato il precursore dell'attuale Nuovo Mercato: il METIM, svolgendo un analisi approfondita sia della sua struttura che delle sue potenzialità di crescita. Per quanto riguarda, invece, le altre realtà sia europee che extra europee come il Nouveau Marchè francese, l'Alternative Investment Market inglese, il Geregelter Markt tedesco, o il Nasdaq americano insieme al cugino europeo Easdaq, ho cercato di valutare gli aspetti più interessanti come il numero delle aziende ammesse alla quotazione, costi per l'ammissione al mercato, modalità di sviluppo delle contrattazioni, realtà economico-sociale in cui il mercato si è sviluppato.
Questo al fine di capire e di mettere a frutto nella realtà italiana quelli che potevano essere gli elementi di forza e di debolezza desumibili dalle altre esperienze di secondi mercati. L'opera è ricca di tabelle, dati statistici delle aziende quotate sui diversi mercati, sui requisiti di ammissione alle contrattazioni e sulle prospettive di crescita dei singoli mercati, fornendo in questo modo una panoramica veramente esaustiva su tutti gli aspetti rilevanti ai fini di un corretto e profondo confronto tra le diverse realtà di secondi mercati.

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INTRODUZIONE Il presente lavoro si pone come scopo quello di andare ad evidenziare quali sono state le principali esperienze estere di secondi mercati, al fine di individuare i punti di forza e di debolezza che debbono essere tenuti presenti nell’elaborazione di uno schema organizzativo di secondo mercato. La possibilità di individuare le principali caratteristiche di tali esperienze è un elemento di estrema importanza per la realtà italiana in cui si dovrebbe essere prossimi al lancio del nuovo mercato mobiliare per le imprese minori, che verrà chiamato METIM (Mercato Telematico Imprese minori), su cui le contrattazioni, stando alle stime degli operatori, dovrebbero avviarsi verso la fine dell’anno, e, comunque, quando si saranno trovate le 50 imprese destinate a quotarsi. Gli spunti di riflessione forniti dai singoli casi nazionali verranno analizzati sotto diversi aspetti: dal profilo degli investitori che accedono a tali mercati, a quello delle società emittenti che su tali mercati sono andate a quotarsi, all’analisi degli incentivi fiscali eventualmente studiati per il lancio di questi circuiti, per passare, attraverso un dettagliato studio dei singoli casi, all’individuazione dei motivi che in talune ipotesi (come quella inglese e francese e molto probabilmente anche quella italiana) hanno visto la chiusura dei secondi mercati di “prima generazione”, per l’affermarsi di circuiti di contrattazione che in taluni casi hanno delle caratteristiche diametralmente opposte alle esperienze realizzate precedentemente (anche in questo caso ritorna utile come testimonianza il caso inglese). L’analisi ovviamente non potrà prescindere dalle caratteristiche dei sistemi finanziari e dalle modalità organizzative dei mercati di ogni singolo paese, che incideranno in misura rilevante sulle reali possibilità di successo dei mercati di secondo livello. A questo proposito si evidenzierà la peculiarità dell’esperienza americana del Nasdaq, nata e sviluppatesi in un contesto economico-sociale e con una tradizione di mercato talmente lontane dalle realtà europee che non sarà possibile un diretto confronto, se non a titolo puramente indicativo. Lo studio si intratterrà, quindi, nella valutazione delle esperienze maturate in Italia, in Francia, in Gran-Bretagna, in Germania e in altre realtà europee di secondo piano come la Spagna e l’Olanda. Non mancherà tuttavia il riferimento ad altre iniziative sorte nell’ambito del Vecchio Continente, come l’Easdaq, o extra-europee, come il Nasdaq americano o il Jasdaq giapponese, e in altri mercati minori che si sono approntati in Messico, in Argentina, in Turchia e a Taiwan. L’ultimo capitolo vorrà rappresentare un momento di sintesi e di riflessione della trattazione compiuta, al fine di mettere in risalto i punti salienti emersi durante lo studio e che possono costituire non solo un valido insegnamento nel processo di strutturazione del costituendo secondo mercato

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