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Radio e discografia: tra collaborazione e conflitto

Informazioni tesi

  Autore: Stefano Padoan
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Fausto Colombo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 57

L’obiettivo della Tesi è quello di analizzare i rapporti che intercorrono tra il mondo della radio e quello dell’industria musicale, in particolare soffermandosi sull’attualità e tentando di cogliere elementi che possano rappresentare un cambiamento.
Per giungere alle conclusioni il lavoro si avvale di alcune interviste svolte a operatori del settore.
In linea di massima il rapporto tra radio e discografia è un do ut des vantaggioso per entrambi, in cui la radio è il principale strumento di promozione per l’industria, da cui riceve il contenuto fondamentale della sua programmazione.
Questa definizione, però, appare piuttosto semplicistica e stilizzata: è evidente, infatti, la controversia del rapporto.
La collaborazione tra i due mondi sembra fare maggiormente i comodi dell’industria, in quanto:
- Riceve gli introiti dei diritti di diffusione da parte delle radio
- Vende alle radio gli artisti in “pacchetti” in cui nomi molto richiesti vengono affiancati a musicisti emergenti. In questo modo limitano il potere discrezionale delle emittenti nella scelta degli artisti da passare.
- La presenza del Music Control, che di fatto è uno strumento per le case discografiche per controllare l’operato delle radio.
Alcuni studiosi pensano che il fare pressioni e fenomeni come il payola sono indici in realtà della maggiore debolezza e dipendenza dell’industria nei confronti delle radio: proprio per ovviare a questa situazione si mettono in atto queste strategie.
Il contesto attuale, infatti, è caratterizzato da tre elementi destabilizzanti:
- Crisi discografica, legata alla smaterializzazione della musica: con la digitalizzazione non è più vista necessariamente legata ad un supporto fisico. Ciò comporta lo sviluppo della pirateria via web e la mutata percezione del valore economico del disco, che è sempre ritenuto troppo alto.
- Ma soprattutto legata al poco lavoro in prospettiva svolto dalle majors, che sono sempre più dipendenti dalla ricerca e rinnovamento delle indies, più dinamiche.
- Fenomeno tipico del contesto italiano: presenza di esperienze discografiche legate al mondo radio televisivo. Un esempio è RTI Music, ma pensando alle radio vengono in mente molte hits prodotte all’interno del circuito radiofonico e poi lanciate (Jovanotti, Fiorello).
1. Interessante la nascita in questi anni di alcune “etichette radiofoniche”, che producono artisti propri: Radio Italia, LifeGate Radio…di certo la tendenza non è significativa dal punto di vista quantitativo (non c’è una reale concorrenza con l’industria), ma l’invasione sta avvenendo almeno sul piano concettuale: radio meno medium promozionale e più concorrente. Rivendica forse un ruolo non di più potere, ma di maggiore autonomia.
2. Lo stesso percorso in senso opposto sta avvenendo anche da parte della discografia, in particolare le indies: visto il declino del supporto fisico, l’industria dovrà sempre più porsi come produttrice di contenuti e non di contenitori: per questo l’allargamento e lo sconfinamento verso il campo dei media (Virgin Radio).
Le “etichette radiofoniche” e le “radio discografiche” sono quindi i due futuri protagonisti dell’eterno dualismo tra radio e discografia.

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3 INTRODUZIONE Sono tre i protagonisti fondamentali di questa trattazione: radio, industria discografica e musica. La musica infatti è la componente fondamentale della comunicazione radiofonica, definisce l‟identità delle stazioni musicali e costituisce il tessuto connettivo della programmazione anche delle emittenti non musicali: radio e musica non possono fare a meno l‟una dell‟altra, vivono quasi in simbiosi. In questo senso l‟industria musicale può apparire come una “scomoda” presenza: le sue logiche di mercato, le sue “ciniche” strategie dettate dal contesto economico sembrano “smitizzare” questo legame… Ma non si può parlare di musica senza chiamare in causa l‟organismo economico che la produce. La discografia, poi, non è solo il necessario tramite tra radio e musica, ma è essa stessa figlia di questo rapporto: se infatti la radio, sdoganandosi dalla tv, è riuscita nella difficile impresa di rinnovarsi continuamente e trovare la propria dimensione grazie alla trasmissione di musica, la musica si è sviluppata tanto da divenire industria proprio grazie al canale di diffusione radiofonico. In questo lavoro quindi ci proponiamo di analizzare i rapporti tra radio e discografia, in particolare centrando l‟attenzione sulla situazione attuale e tentando di coglierne i recenti sviluppi e le differenze rispetto al passato, anche prossimo. L‟ipotesi sottotraccia che ci accompagna in questo viaggio è la sensazione che ci siano effettivamente delle piccole “rivoluzioni” in questo senso: la crisi dell‟industria discografica, la crescita delle etichette indipendenti, la nascita di alcune etichette discografiche di proprietà di emittenti radiofoniche sono tutti elementi che fanno pensare ad assestamenti in atto o imminenti nelle relazioni tra questi due mondi.

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