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Stereotipi di diversità nell'immaginario infantile e preadolescenziale

Oggetto di studio della suddetta ricerca è l’analisi delle rappresentazioni della diversità effettuata su un campione di 427 ragazzini di età compresa tra gli 8 e i 15 anni mediante l’ausilio di 3 strumenti d’indagine: un questionario socio-anagrafico, fumetti in cui completare le vignette e frasi da elaborare contenenti parole date.
Tra i ragazzini più grandi (di 2° e 3° media), inoltre, è stata sondata la percezione di Sè attraverso lo strumento del “tema” elaborato su argomenti proposti dall’Autore.

Il filo conduttore dello studio sono gli atteggiamenti sociali e le variabili ad essi associati.
Molteplici studi condotti in psicologia, sociologia e pedagogia su singoli individui hanno sottolineato il ruolo e l’importanza assunta da elementi quali l’influenza dei genitori, le norme culturali, l’educazione ricevuta e le componenti psicologiche (frustrazione, processi cognitivi, fattori di personalità, - vedi Adorno e altri nel suo celebre studio sulla personalità autoritaria) sulla formazione degli atteggiamenti, pregiudizi e stereotipi.. In una società come quella attuale, la complessità della struttura è tale per cui a modelli familiari si sovrappongono insegnamenti extrafamiliari, ugualmente significativi, ma anche insegnamenti impersonali ma pervasivi, quali quelli forniti dai mass-media. Valutare i limiti di responsabilità della famiglia, della scuola, così come dei mass media non è l’obiettivo di questo lavoro: esso costituisce solo uno spaccato della realtà dei più giovani.

Poichè l’universo infantile e preadolescenziale contiene in sè elementi di una dimensione che spesso gli adulti difficilmente comprendono, poco scontata può essere la percezione di quella realtà che, spesso, la società generalizzando definisce “diversa”. Per questo motivo è parso interessante effettuare questa indagine proprio per “monitorare” l’immaginario di questi giovanissimi. Gli strumenti sono sembrati particolarmente idonei a tal fine in quanto più vicini alla realtà quotidiana degli stessi.

L’indagine, quindi, partirà, dopo un’introduzione sulle teorie sociologiche e psicologiche in materia di pregiudizio e atteggiamenti sociali, con un’analisi delle informazioni relative al contesto familiare dei ragazzini, ai rapporti al suo interno, al gruppo dei pari e ai rapporti con l’istituzione scolastica (vedi pag 249); seguirà l’analisi dei dati ottenuti dalla somministrazione di fumetti (vedi pag 255) contenenti elementi di tipo semi-proiettivo, propri delle ricerche motivazionali e l’analisi delle frasi (vedi pag 258) elaborate dai ragazzini contenenti parole date.
Infine, in appendice vi è una breve raccolta di elaborati che offre un’immagine di come percepiscono se stessi, la realtà e le sue sfaccettature (pag. 273).

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Introduzione Parlare subito di pregiudizio dandone per scontato il significato sarèbbe un errore di non poco conto, visto il dibattito che investe questo termine. Per pregiudizio comunemente s'intende un'idea o un atteggiamento errato rispetto ad un fatto o ad un individuo (Zanichelli, 1981). Il concetto di pregiudizio compare già nella filosofia atomistica ove viene definito come pensare male degli altri, senza sufficienti basi, in opposizione al pensare bene (fiducia). Nell'antichità, però, esso non è diffuso se non con il significato molto particolare di valutazione precedente al processo legale 1 . Vi sono naturalmente pregiudizi di tutti i tipi: negativo, positivo, razziale, etnico, di classe, sessuale, territoriale, ma in questo lavoro, l'attenzione sarà rivolta su pregiudizio negativo, riassumibile in poche nozioni quali differenza, devianza, minaccia. Queste nozioni, in prima persona, possono essere cosi formulate: - essi sono diversi da noi (per cultura, capacità, norme, mentalità) - essi non si adattano alla nostra società (es. mancano di auto-controllo) - essi sono coinvolti in azioni negative (criminali o devianti) - essi minacciano i nostri interessi economici Nel pregiudizio, quindi, vi è un'attitudine negativa in concomitanza con una caduta di razionalità si può essere logici nel contesto del proprio lavoro o di attività particolari, ma prendere un abbaglio proprio riguardo agli oggetti di pregiudizio (Allport, 1954 Ashmore e Collins, 1970). 1 Enciclopedia Italiana (Treccani), alla voce pregiudizio

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Alessandra Gallo Contatta »

Composta da 313 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 13524 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.