Analisi della variabilità genetica di popolazioni di Patella Ferruginea (Gmelin, 1791) provenienti dalla Costa Nord Orientale della Sardegna

Patella Ferruginea è un mollusco gasteropode, rappresenta una specie a rischio di estinzione. Lo scopo della tesi è stato quello di acquisire informazioni riguardo la variabilità genetica di questa specie nella costa Nord – Orientale della Sardegna. Dopo il campionamento degli individui, è stata effettuata l’estrazione del DNA, la successiva amplificazione mediante marcatori molecolari ISSR ed infine elettroforesi su gel di Agarosio. Dai dati ottenuti, e dalle successive analisi tramite grafici e modelli, si è potuto dire che il flusso genico può essere efficace su larga scala se ci sono popolazioni stabili, mentre è ridotto/assente se le popolazioni sono predate. I seguenti risultati hanno indicato come è importante la salvaguardia di questa specie dalla predazione umana.

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Introduzione 1 1. Introduzione 1.1 Biodiversità La biodiversità si riferisce ad un ampio spettro di tipi e di livelli della variabilità biologica: da quella genetica all’interno delle specie alla grande diversità di ecosistemi e biomi presenti sulla terra. (Rif. Art. 2 Conferenza Di Rio De Janeiro/’92). Tra tutte, la diversità genetica risulta essere alla base della biodiversità, determinando le potenzialità ecologiche ed evolutive di una specie; la mutazione è in definitiva la fonte principale di diversità genetica (Weir, 1990), ma essa è incontrollabile ed imprevedibile. Le mutazioni genetiche infatti, creano nuovi alleli che saranno sottoposti a tre principali forze: selezione, migrazione e deriva genetica. La selezione opera tramite la sopravvivenza e la riproduzione differenziale degli individui meglio adattati; si ha dunque un campionamento selettivo che fa aumentare la frequenza di determinati alleli. La migrazione produce un flusso di geni ed il suo rimescolamento grazie allo spostamento di individui; la dispersione tende quindi ad omogeneizzare le differenze geniche. La deriva genetica comporta delle variazioni aleatorie delle frequenze alleliche, ed è tanto più forte quanto più piccola è la taglia della popolazione. 1.2 Biodiversità In Ambiente Marino La biodiversità in ambiente marino finora è stata studiata meno che in ambiente terrestre, pur presentando una diversità filetica maggiore ed una maggiore complessità nelle reti trofiche. Inoltre è stata a lungo sottostimata, in quanto si pensava che le specie marine avessero un’ampia distribuzione e fossero debolmente strutturate sul piano genetico (Lambshead, 1993). Tuttavia recenti studi genetici hanno messo in evidenza livelli di diversità molto più alti di quelli attesi, come per esempio il problema delle specie criptiche, spesso risultanti da

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Davide Fancellu Contatta »

Composta da 36 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.