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La partecipazione dei terzi al sistema di risoluzione delle controversie del WTO

Informazioni tesi

  Autore: Federica Mingione
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Napoli "L'Orientale"
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali
  Relatore: Eugenio Zaniboni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 195

Sin dalla sua introduzione nel 1995, il Sistema di Risoluzione delle Controversie del WTO, ha attirato su di se l’attenzione di accademici, studiosi, esperti, politici e della società civile, sia per gli obiettivi prefissatisi – la risoluzione di dispute commerciali tra gli Stati membri – che per le sue funzioni – garantire sicurezza e prevedibilità al sistema multilaterale degli scambi.
Tale meccanismo e lo stesso WTO sono stati spesso criticati, perché considerati degli strumenti al servizio degli Stati più influenti e industrializzati, a scapito dei Paesi Meno Sviluppati e della società civile, tagliati fuori dal processo decisionale, senza la possibilità di avere voce in capitolo.
Il 1999 ha rappresentato una data importante, poiché per la prima volta, la società civile è scesa in piazza a Seattle, protestando in massa alla Conferenza Ministeriale contro il WTO e il sistema liberista. Tale data ha reso evidente il cambiamento sistemico nelle relazioni tra il WTO, gli Stati membri e gli stake-holders. La questione è se e come il WTO possa consultarsi con la società civile, e in particolar modo con le Organizzazioni Non Governative (ONG), e quale ruolo queste ultime dovrebbero avere nel WTO.
La risoluzione di tale quesito avrà effetti rilevanti sulla legittimità e sull’efficacia di tale istituzione internazionale. La partecipazione della società civile al WTO riflette anche il cambiamento dal modello diplomatico, in cui solo i governi prendono parte alle istituzioni internazionali e decidono “a porte chiuse”, verso un nuovo modello, in cui tali organismi coinvolgono le ONG, per consultarsi e risolvere questioni riguardanti i singoli individui.
Ciò comporta il seguente quesito: come incorporare i punti di vista e gli interessi degli attori non statali nel WTO?
Fino a poco tempo fa, le istituzioni internazionali erano formate da Stati, i cui i governi dovevano rappresentare il più possibile gli interessi dei propri cittadini, poiché questi ultimi potevano influenzare le priorità nazionali soltanto a livello statale, facendo lobby.
Ora la situazione sta cambiando. L’Accordo Istitutivo del WTO sancisce che solo gli Stati possono essere membri, ma anche che è possibile consultarsi con gli attori non statali. Ciò sottolinea come questi ultimi possano contribuire al sistema, grazie alle proprie competenze e capacità, per rendere più trasparente e democratico il WTO.
L’obiettivo di questo elaborato è analizzare la partecipazione della società civile al Sistema di Risoluzione delle Controversie, dall’istituzione del WTO fino ad oggi, per esaminare i cambiamenti avvenuti, quelli in atto e i possibili risvolti futuri.

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INTRODUZIONE If the WTO expects to have public support grow for our endeavors, the public must see and hear and in every real sense actually join in the 1 deliberations. Sin dalla sua introduzione nel 1995, il Sistema di Risoluzione delle studiosi, esperti, politici e della società civile, sia per gli obiettivi prefissatisi la risoluzione di dispute commerciali tra gli Stati membri che per le sue funzioni garantire sicurezza e prevedibilità al sistema multilaterale degli scambi. Tale meccanismo e lo stesso WTO sono stati spesso criticati, perché considerati degli strumenti al servizio degli Stati più influenti e industrializzati, a scapito dei Paesi Meno Sviluppati e della società civile, tagliati fuori dal processo decisionale, senza la possibilità di avere voce in capitolo. Il 1999 ha rappresentato una data importante, poiché per la prima volta, la società civile è scesa in piazza a Seattle, protestando in massa alla Conferenza Ministeriale contro il WTO e il sistema liberista. Tale data ha reso evidente il cambiamento sistemico nelle relazioni tra il WTO, gli Stati membri e gli stake-holders. La questione è se e come il WTO possa consultarsi con la società civile, e in particolar modo con le Organizzazioni Non Governative (ONG), e quale ruolo queste 1 The New Trade War, The Economist, 2 Dec. 1999, http://www.economist.com/displayStory.cfm?Story_ID=264372 . - 3 -

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