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Profili giuridici del microcredito nei sistemi di Nazioni Unite, Unione Europea ed Italia: la tutela del diritto al credito come diritto umano

Nel primo capitolo parlo degli strumenti finanziari su cui si basa il microcredito da un punto di vista economico politico e sociale.Nel secondo capitolo tratto i profili giuridici del microcerdito nella produzione normativa dell'ONU, nel terzo capitolo parlo delle norme che regolano la microfinanza nell'Unione Europea e in Italia e le forme di microfinanza in evoluzione nel nostro continente, con un breve accenno al rapporto tra Istituzioni pubbliche e diritto al credito. Nell'ultima parte parlo del nuovissimo rapporto tra Banche e microfinanza che si sta sviluppando in quest'ultimo anno in Europa e soprattutto in Italia, grazie all'interessameno degli attori economici, mettendo in luce la forte carenza dell'intervento legislativo in materia, e al contrario la forte spinta della società civile verso l'utilizzo di questo "nuovo" strumento finanziario.

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Introduzione “La fiducia possiede un alto valore pragmatico. La fiducia è il lubrificante del sistema sociale. Il fatto di potersi fidare risparmia un'enorme quantità di problemi. La fiducia, così come altri simili valori, incrementa l'efficienza del sistema, crea le condizioni per una maggiore produzione di beni o di qualsiasi altra entità. Gran parte dell'arretratezza economica può essere spiegata come una mancanza di fiducia reciproca”. Kenneth Arrow, Premio Nobel per l'economia, 1972 Il microcredito contemporaneo nasce da un'intuizione di Mohamed Yunus, professore di economia dell’Università di Chittagong, in Bangladesh, nel 1975, con l’intento di dar vita a un prestito senza garanzie collaterali per offrire ai poveri libero accesso al credito bancario. Questo nuovo strumento di finanziamento è stato testato trasversalmente in tutto il pianeta negli ultimi trenta anni, sia da Organizzazioni non governative che da Istituti Finanziari, nei villaggi dell’Asia e dell’Africa, nei centri urbani degli Stati Uniti, giungendo negli anni Novanta fin dentro ai palazzi del potere, interessando la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e l’Organizzazione delle Nazioni Unite. Tutti si sono arresi di fronte alla sua semplicità ed efficienza, ed è riconosciuta globalmente l’originalità con cui esso mostra da un nuovo punto di vista la povertà, dando vita a un più adeguato metodo economico di interazione con la realtà vissuta dai poveri. Le direttrici su cui si muove il microcredito sono: 1. Ritenere il credito un diritto umano e promuoverlo come tale, liberandolo dal freno dell’obbligatorietà delle c.d. garanzie collaterali. 2. Adeguare gli ordinamenti giuridici e i servizi bancari anche alle esigenze dei poveri, per superare l’esclusione dal credito, aiutando loro a liberarsi dal 4

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Emma Asciutti Contatta »

Composta da 142 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.