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Caterina Franceschi Ferrucci

Ho scelto come argomento della mia tesi la letterata Caterina Franceschi Ferrucci, almeno inizialmente per puro spirito campanilistico, ella infatti nacque duecento anni fa, nella mia stessa città, Narni. Proprio nel nome di questa comune nascita ho voluto darle l‘attenzione che ella merita come donna e soprattutto come letterata. Appena iniziata la ricerca di notizie che la riguardassero sono rimasta sorpresa di quanto materiale avessi a mia disposizione. Certo, il materiale risultava essere disordinato, le poche opere organiche che la riguardano sono per lo più dedicate alla sua opera didattica e pedagogica, le sue numerose poesie sono sparse su riviste letterarie ed alcune giacciono addirittura inedite negli archivi di diverse biblioteche italiane. Scrivendo la sua biografia poi, non ho potuto fare a meno di notare quanti illustri suoi contemporanei si fregiassero della sua amicizia e quanti di loro le dedicassero pensieri, versi e finanche intere opere. Da queste mie riflessioni è nato il capitolo Rapporto con i contemporanei. Insieme alle piacevoli scoperte sono però arrivate le tristi verità, un personaggio scomparso poco più di un secolo fa e da altrettanto tempo dimenticato.

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7 Capitolo I. Vita di Caterina Franceschi Ferrucci. I.I. Nascita e formazione (1803-1826) Caterina Franceschi Ferrucci nasce il 26 gennaio 1803 a Narni, cittadina dello Stato Pontificio, figlia primogenita dell‘aristocratica Maria dei Conti Spada di Cesi e del dottor Antonio Franceschi, romagnolo, liberale di origine borghese, Prefetto Consolare Dipartimentale di Spoleto e Ministro dell‘Interno durante la Repubblica Romana, eletto dal consiglio cittadino a medico primario condotto nel 1795. La loro unione è il segno che le idee della Rivoluzione Francese, dove penetrate, hanno permesso l‘avvicinarsi di classi sociali diverse ed il superamento dei pregiudizi di casta. Il dottor Antonio desidererebbe un figliuolo, e quasi per non cedere interamente al destino che sembra essergli avverso, educherà la bambina virilmente, e per qualche tempo la vestirà anche con abiti maschili. Caterina affermerà di avere imparato da suo padre, «uomo di antica semplicità, cuore e senno veracemente italiano, ad amare Dio e l‘Italia; la giustizia e la verità.»1 1 C. Franceschi Ferrucci, Della educazione intellettuale della donna italiana, libri tre. Seconda edizione riveduta e corretta dall‘autrice. Torino, L‘Unione Tipografica Editrice, 1855, pp. VII-VIII, volume I..

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere

Autore: Elisa Bartolucci Contatta »

Composta da 282 pagine.

 

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Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.