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Il sistema penitenziario americano: evoluzione storica e prospettive future

Nel corso degli anni, si sono ideate strutture sempre più sicure, tecnologicamente avanzate e sempre meno rieducative, il cui unico scopo è isolare, “incapacitare” il soggetto che dimostri comportamenti
aggressivi e violenti; queste strutture, che al proprio state of the art vengono denominate Supermax, negli ultimi decenni hanno suscitato notevoli contrasti in dottrina, relativamente alla legittimità costituzionale dei trattamenti a cui vengono sottoposti i detenuti al loro interno. Il prematuro abbandono durante gli anni Settanta di un ideale riabilitativo in favore di un ideale retributivo della pena, ha comportato l'arresto dei programmi di ricerca volti all'individuazione di pene alternative e, di conseguenza, oltre ad una notevole crescita delle condanne detentive, ha reso il carcere un'esperienza estremamente debilitante per i detenuti, non solo dal punto di vista fisico e psicologico ma anche sociale.

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INTRODUZIONE Il carcere negli Stati Uniti d'America: un'istituzione secolare, uno strumento che ha reso la pena detentiva nelle democrazie liberali la punizione per eccellenza in conseguenza della commissione di un fatto di reato accertato in giudizio, in oltre due secoli di evoluzione non ha mai ricevuto, come in questi ultimi trent'anni, un impulso applicativo così intenso. Il numero delle condanne detentive, come conseguenza di un generalizzato desiderio da parte dell'opinione pubblica di vedere perseguiti duramente un sempre maggior numero di comportamenti antisociali, ha portato il “problema carcerario” ad assumere proporzioni allarmanti e, ancora oggi, non sembra delinearsi all'orizzonte una soluzione legislativa che possa portare benefici alla popolazione del sistema penitenziario federale o ai detenuti dei molteplici sistemi penitenziari statali. Le moderne strutture penitenziarie sono solamente il punto conclusivo di un processo di evoluzione che, fin dagli albori, si è sviluppato parallelamente al concetto di pena, partendo da una concezione -risalente ad oltre due secoli prima- di tipo corporale ad una di tipo custodiale. Nel corso degli anni, si sono ideate strutture sempre più sicure, tecnologicamente avanzate e sempre meno rieducative, il cui unico scopo è isolare, “incapacitare” il soggetto che dimostri comportamenti aggressivi e violenti; queste strutture, che al proprio state of the art vengono denominate Supermax, negli ultimi decenni hanno suscitato notevoli contrasti in dottrina, relativamente alla legittimità costituzionale dei trattamenti a cui vengono sottoposti i detenuti al loro interno. Il prematuro abbandono durante gli anni Settanta di un ideale riabilitativo in favore di un ideale retributivo della pena, ha comportato 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Massimiliano Stiz Contatta »

Composta da 203 pagine.

 

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Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.