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Aspetti psicologici della disoccupazione

La ricerca tenta di dimostrare la correlazione fra un maggior attaccamento al lavoro e un un più forte disagio psicologico in caso di disoccupazione. Oltre alla prima parte più monografica che analizza i vari aspetti del disagio disoccupazionale vi è la seconda che riguarda un'analisi empirica costruita su un questionario sottoposto a 50 persone in mobilità scelte fra operai e impiegati. La tesi si basa su articoli e studi di matrice italiana e anglosassone.

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4 INTRODUZIONE Scrivere una tesi sulla disoccupazione è stato uno sforzo assai interessante viste le proporzioni che sta assumendo oggigiorno il fenomeno. Sui giornali, alla televisione, nei dibattiti l’argomento è spesso al centro dell’attenzione e purtroppo sovente con accenti che non possono più essere distaccati ma che rasentano la tragicità. Quanti casi drammatici, quante famiglie spezzate, quanta sofferenza nelle storie quando si va a scavare nelle pieghe di un problema che non è solo italiano. Nel mondo e in particolare in Europa la disoccupazione ha raggiunto vette insostenibili. L’Italia è poi un paese storicamente flagellato dal problema occupazione. Politici ed economisti si affannano a cercare le soluzioni a un problema che al Sud raggiunge punte drammatiche; nel Mezzogiorno un giovane su due è senza lavoro. Parlare di disoccupazione è stato un po' come entrare nel cuore di uno dei più gravi problemi di quest’Italia. L’approccio che abbiamo seguito tuttavia non è stato quello economicista, bensì quello psicologico. A tracciare la strada in questa direzione erano stati alcuni studiosi, fra cui M. Jahoda e P. Lazarsfeld, che a cavallo degli anni Trenta, periodo di oscura crisi recessiva, si erano soffermati a studiare il piccolo villaggio austriaco di Marienthal che propio in quel periodo sentiva profondamente l’andamento sfavorevole della crisi. Da allora è trascorso molto tempo. Gli studi hanno subito un calo fino agli anni Ottanta, a cavallo della nuova recessione, quando diversi studiosi hanno ricominciato ad analizzare il problema e gli studi psicologici hanno ripreso fiato. Il taglio moderno tuttavia era diverso. Negli anni Trenta la cosa che più colpiva era l’estrema povertà delle persone. I resoconti di Lazarsfeld e del nostro Gatti dietro alle prime forme di depressione disoccupazionale, alle prime forme di “distress” psicologico, lasciano trasparire un mondo molto più povero di quello attuale. Oggigiorno il disoccupato non è più afflitto da gravissimi problemi di sopravvivenza. La Previdenza Sociale ha dato i suoi frutti. Sono scomparsi i problemi di sussistenza quotidiana, di riscaldamento invernale, di vestiti sciupati e scarpe rotte. Il problema si è oggi spostato in modo più accentuato sugli aspetti psicologici. Sono cresciuti il disagio mentale, l’ansia da insuccesso, problemi di identità.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Pietro Maria Guidetti Contatta »

Composta da 224 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6658 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.