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La ''Drammaturgia Sociale'' di Giuliano Scabia

Informazioni tesi

  Autore: Attilio Gallo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Discipline dell'Arte, della Musica e dello Spettacolo
  Relatore: Gerardo Guccini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 224

Il presente studio, vuole indagare alcuni aspetti legati a un filone specifico della drammaturgia di Giuliano Scabia: il teatro a partecipazione. Esso rappresenta un modello di teatro che, agendo direttamente all’interno di comunità sociali radicate in un certo territorio, sviluppa nei partecipanti una particolare sensibilità espressiva attraverso un processo, più o meno breve, che evolve in esiti spettacolari formalmente contigui al caotico dispiegarsi della festa popolare. Stanno dunque in particolare evidenza, la peculiarità etnica dei partecipanti e la centralità del processo. Lo sforzo di questa analisi è insomma di portare in superficie lo scarto tra ciò che appare e ciò che invece è. La festa scabiana rappresenta infatti una realizzazione utopica molto concreta perchè si apre alla suggestione della “comunità possibile”. In ultima analisi si assiste alla realizzata visione di ciò a cui tutta la ricerca scabiana aspira: la comunità possibile che convive nella bellezza. Nelle parole di Scabia è questa la “festa profonda”.

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3 CAPITOLO PRIMO INTRODUZIONE 1.1 Obiettivi L'obiettivo di questo lavoro è quello di approfondire, nell'ambito della multiforme attività di Giuliano Scabia, alcuni aspetti legati al concetto di teatro a partecipazione. Nel fare questo, tenteremo di collegare itinerario artistico e ricerca teatrale, metodologia di lavoro e forma drammaturgica. Innanzitutto occorre premettere che, spesso, è stata usata la definizione di teatro a partecipazione per segnalare la modalità con la quale Giuliano Scabia ha lavorato in vari contesti dopo la sua uscita dal teatro ufficiale. Sono così entrate a far parte della stessa definizione le più diverse esperienze: il teatro universitario e le performance individuali tra la gente, i progetti realizzati in luoghi difficili come il manicomio o la fabbrica e quelli realizzati nei luoghi istituzionali della scuola o dei centri comunali. In realtà riteniamo che sia più opportuno sottolineare come vi siano più forme di partecipazione e come in ognuna di esse sia possibile rilevare specifiche peculiarità. Il nostro interesse va in particolare a quel momento generativo nel quale il teatro si è legato alla partecipazione della gente comune. Cercheremo pertanto di capire a cosa ci si riferisca con il termine partecipazione e successivamente lo collocheremo nell’orizzonte in cui Scabia si è mosso. È bene sottolineare intanto che si inizia a parlare di teatro a partecipazione sul finire degli anni ’60 del 1900, in un momento molto vivo per la sperimentazione teatrale. In quegli anni Giuliano Scabia definisce azioni a partecipazione quelle attività che prevedono un coinvolgimento pratico nell’azione e nella scrittura di ragazzi, adulti, gente in generale. E’ un tentativo molto

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