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Strategia e marketing nel mondo del calcio, gli sviluppi nel nuovo millennio

Informazioni tesi

  Autore: Enrico Lorenzon
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Udine
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Raffaella Tabacco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 45

L’elaborato ha l’obiettivo di analizzare la strategia di marketing delle varie imprese sportive soffermandosi soprattutto su quelle calcistiche.
Tutti coloro che sono preposti alla gestione delle imprese sportive devono mettere in campo, oltre a una grande passione, anche una solida conoscenza e abilità nell’utilizzo delle tecniche di marketing e comunicazione, due discipline che trovano nel mondo dello sport uno straordinario e innovativo campo di applicazione.
Soffermandosi sugli esordi del marketing sportivo si analizzerà il caso Adidas, esempio di come esso ha contribuito al cambiamento del fenomeno marketing a livello mondiale. Nell’ultimo decennio molti sono stati i cambiamenti, dall’assoluta padronanza delle televisioni sullo spettacolo vero e proprio a mission aziendali poco inclini ai veri valori sportivi. L’approccio è mutato ed un segno inconfutabile deriva dalle nuove frontiere quali il Naming Rights e le sponsorizzazioni strategiche con magnati e sceicchi sempre più disposti a subentrare in un settore che da anni ha un livello di concorrenza altissimo.

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  5   1. Origine del marketing sportivo 1.1 La nascita dello sport moderno Lo sport management, inteso come gestione del fenomeno sportivo attraverso gli strumenti propri delle discipline di economia, marketing e comunicazione, trova le sue origini nella genesi dello sport moderno. “La trasformazione dello sport da fenomeno popolare e di intrattenimento a industria e attività economica pone in essere una serie di considerazioni sui significati che ricopre all’interno della società” (Prunesti, 2008, pag. 17). Le prove storiche finora raccolte testimoniano come alcune attività fisiche, che esistevano ai tempi dei Maya e dei Sumeri, venivano praticate in occasione di riti religiosi allo scopo di propiziarsi gli astri o gli dei, mentre altre attività che venivano chiamate “sportive” avvenivano negli ambienti paramilitari e aristocratici. Il gioco tuttavia non era appannaggio esclusivo delle elite sociali. Già nell’antichità anche la gente comune praticava giochi e attività fisiche che spesso catalizzavano l’attenzione e lo stupore della gente , attratta dalle prestazioni fisiche e dalla destrezza dei primissimi campioni sportivi. I giochi popolari costituivano un fattore profondamente aggregante per la popolazione, che trovava in queste pratiche una valida parentesi alle fatiche del lavoro, tanti da dedicarvisi con grande passione . E’ poi nella Grecia classica che nasce l’agon che è l’impulso alla ricerca della supremazia personale che andava legittimata dal riconoscimento della vittoria in una gara pubblica termine dal quale deriva la moderna concezione del termine agonismo, filosofia che è alla base delle competizioni sportive moderne. Nei giochi dell’antichità e del Medioevo la caratteristica più violenta dello scontro fisico era molto presente e ne caratterizzava spesso le modalità di espressione. Durante il secolo dei Lumi molti pensatori individuarono nel gioco un fattore potenziale di civilizzazione e di educazione. Venne suggerito un percorso pedagogico nel quale l’attività fisica doveva diventare integrazione di un più vasto disegno, con l’obiettivo dello sviluppo armonico dei sentimenti individuali e collettivi. Tra la fine del Settecento e inizio Ottocento l’interesse della cultura intorno alle pratiche fisiche porta alla nascita del movimento ginnastico nell’Europa continentale.

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