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Il primo protocollo facoltativo del patto sui diritti civili e politici delle Nazioni Unite

Informazioni tesi

  Autore: Federica Mulana
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Isabella Castangia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 27

Con la presente tesi s'intende illustrare il Protocollo facoltativo al ricorso individuale, istituito in seno al Patto internazionale sui diritti civili e politici. Tale strumento consente a privati, gruppi e organizzazioni internazionali non governative di presentare al Comitato dei diritti dell'uomo comunicazioni riguardanti presunte violazioni del Patto ad opera di stati membri

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1 INTRODUZIONE Uno degli argomenti che attualmente accendono i dibattiti nelle sedi più varie è quello dei diritti umani; se ne parla nelle Organizzazioni internazionali, nei parlamenti statali, nei giornali, sia per sottolinearne l’importanza che per biasimarne le violazioni e come denuncia verso i governi che li calpestano. Alcuni Paesi affermano di voler diffondere nel mondo i principi essenziali di democrazia e i diritti umani che della democrazia costituiscono un elemento cardine, altri tra cui l’Italia, si limitano più modestamente ad annoverarli tra i pilastri della politica estera1. Ma che cosa sono i diritti umani? Si chiamano diritti umani i diritti inalienabili che spettano a tutti gli esseri umani e dunque non dipendono dalle leggi del singolo Stato, ma dalla stessa appartenenza al genere umano, composto di uomini e donne, diversi nel corpo e nell’identità ma eguali nei diritti. La Dichiarazione e il programma di azione di Vienna2 hanno proclamato che “tutti i diritti umani sono universali, indivisibili, interdipendenti e interconnessi”, il che significa che i diritti umani devono essere gli stessi in ogni parte del mondo e per ogni persona. Quasi ogni giorno i quotidiani riferiscono di discriminazioni, massacri, torture, sparizioni violente di oppositori politici. Questo genere di sopraffazioni ci sono sempre state, ma da quando hanno trovato un nome “violazioni dei diritti umani” e degli organismi internazionali di tutela, non rimangono più circoscritte ad una tutela nazionale e acquistano un’importanza diversa. Un tempo, il sovrano e i suoi delegati avevano un potere illimitato; il sovrano che promulgava le leggi, era egli stesso al di sopra della legge, non c’era giudice che potesse sindacarne le azioni, fossero anche omicidi, torture, imprigionamenti. In seguito, a partire dal XIX secolo, nel diritto interno dei vari Stati sono state introdotte norme relative ai diritti umani che riguardano i rapporti tra gli individui che esercitano un pubblico potere e i privati, con il fine di tutelare la persona umana dagli abusi commessi a suo danno. Prima del 1948 l’opinione pubblica di uno Stato poteva protestare per le violazioni commesse dalle autorità di governo dello Stato stesso o da uno Stato straniero. A titolo di esempio si ricordano: la repressione della libertà di espressione e di associazione nell’Italia fascista, la discriminazione dei neri negli USA, lo sfruttamento disumano delle popolazioni indigene nelle colonie britanniche, la grave oppressione dei diritti di libertà nell’Unione Sovietica; in tutti questi casi si trattava di proteste a livello nazionale, nessun individuo leso nei suoi diritti aveva il potere di ricorrere a dei meccanismi di tutela che operassero a livello internazionale. Dall’adozione della Dichiarazione Universale dei diritti umani e, in misura ancora maggiore, dall’entrata in vigore del Protocollo facoltativo istituito in seno al Patto dei diritti civili e politici, in quasi tutti i Paesi del mondo si utilizza un codice internazionale per decidere come comportarsi e come valutare il comportamento degli altri, inoltre disponiamo di parametri di azione che sono particolarmente utili oltre che agli Stati anche ai singoli individui. I precetti internazionali sui diritti umani, uguali per tutti gli 1 Cfr. Antonio Cassese, I diritti umani oggi, Roma 2005, p. 3. 2 Dal 14 al 25 giugno 1993 si è tenuta a Vienna la Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sui Diritti Umani alla cui conclusione i rappresentanti di 171 Stati hanno approvato, con votazione unanime, una Dichiarazione e un programma d’azione per la promozione e la tutela dei diritti umani nel mondo.

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Parole chiave

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dichiarazione universale
nazioni unite
onu
patto sui diritti civili e politici
protocollo facoltativo
tutela dei diritti

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