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Unità 731 - Un male ancora poco conosciuto del Sol Levante

Informazioni tesi

  Autore: Rossana Carne
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e culture moderne
  Relatore: Monica De Togni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 81

Un’arma biologica fa uso di agenti nocivi, presenti in natura o alterati geneticamente, al fine di arrecare danno alle popolazioni o agli eserciti nemici . Per realizzare queste armi vengono utilizzati diversi tipi di virus letali che sono in grado di generare epidemie o pandemie. Questi virus possono essere di diversi tipi: batteri e tossine, che sono già presenti in natura ed organismi geneticamente modificati, che vengono creati appositamente in laboratorio con lo scopo di ottenere varianti più tossiche del ceppo originario .
«Il primo uso documentato di guerra biologica potrebbe risalire ai romani o addirittura agli antichi greci, che usavano carcasse di animali per inquinare le riserve d'acqua nemiche» . Si è dovuto attendere fino alla Prima Guerra Mondiale per assistere all’utilizzo su vasta scala di questo tipo di armi. L’esercito tedesco, infatti, utilizzò i gas tossici e batteri come peste, colera ed antrace per decimare il fronte nemico . «La vera storia delle armi biologiche comincia, però, agli albori della Seconda Guerra Mondiale» .
A causa della grande perdita di vite umane durante la Grande Guerra, la Convenzione di Ginevra del 1925 impegnava i Paesi membri della Lega delle Nazioni a non usare armi biologiche negli scontri, ma non ne vietava lo sviluppo, la produzione e lo stoccaggio . Solo nel 1993 vennero messe al bando definitivamente tali armi grazie alla Convenzione sulla Proibizione delle Armi Chimiche di Parigi .
I giapponesi, firmatari del Trattato di Ginevra, durante l'occupazione della Manciuria avevano creato una vera e propria serie di “fabbriche di morte” in cui venivano studiati gli effetti di alcuni batteri letali sugli esseri umani .

Si è deciso di suddividere l’elaborato in tre capitoli. La prima parte è incentrata sugli avvenimenti susseguitisi durante la Guerra dei Quindici Anni; successivamente si sviluppa una parte centrale su Ishii Shirō, un medico giapponese che decise di realizzare il suo sogno più perverso attraverso l’Unità 731 e di usare cavie umane, chiamate maruta, per verificare gli effetti che i virus mortali hanno sul corpo umano. Nessuno dei detenuti presenti nel campo riuscì a sopravvivere.
Nella terza parte si tratta della fine della Guerra dei Quindici Anni partendo dall’attacco del 7 dicembre 1941 a Pearl Harbor che portò gli USA nella Seconda Guerra Mondiale . Nel momento in cui gli statunitensi si mobilitarono, la maggior parte del sud-est asiatico era nelle mani dei giapponesi, ma il conflitto si concluse con la resa incondizionata del Giappone il 15 agosto 1945 .
A questo punto della storia, proprio gli Stati Uniti aiutarono il governo giapponese a nascondere al mondo alcuni crimini di guerra compiuti dall’esercito nipponico in Cina .
È uno dei momenti più oscuri nella storia dell’uomo.

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Voi che vivete sicuri Nelle vostre tiepide case, Voi che trovate tornando a sera Il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo Che lavora nel fango Che non conosce pace Che lotta per mezzo pane Che muore per un sì o per un no. Considerate se questa è una donna, Senza capelli e senza nome Senza più forza di ricordare Vuoti gli occhi e freddo il grembo Come una rana d’inverno. Meditate che questo è stato: Vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore Stando in casa andando per via, Coricandovi alzandovi; Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, La malattia vi impedisca, I vostri nati torcano il viso da voi. (Primo Levi, Se questo è un uomo, Einaudi, Torino, p.1)

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Parole chiave

731
biologici
cina
esperimenti
giappone
ishii
naito
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