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Vulnerabilità sismica degli edifici ecclesiastici lucani

Si propone un criterio di valutazione della vulnerabilità sismica degli edifici ecclesiastici, che ha come obiettivo principale la stima del danno atteso, sulla base dei dati ottenuti dal “Rilievo della vulnerabilità sismica e del danno di edifici monumentali della Basilicata”. Lo studio si è basato su una preliminare suddivisione del singolo edificio monumentale in macrolementi, caratterizzati da un comportamento sismico sostanzialmente autonomo da quello del resto della costruzione, riconoscendo complessivamente ventotto meccanismi di danno. In particolare, per i principali meccanismi si sono determinate le matrici di probabilità di danno in funzione all’intensità MCS. Inoltre, per considerare l’effettiva vulnerabilità dei diversi manufatti, si sono utilizzati modelli di regressione multipla che considerano, oltre all’intensità MCS, l’eventuale presenza di elementi a elevata vulnerabilità o di presidi antisismici.
Queste analisi hanno permesso di ricavare la capacità sismica dei principali meccanismi, evidenziando i fattori che presentano la maggiore influenza sulla loro vulnerabilità. Si è verificata, infine, una sostanziale indipendenza tra i differenti meccanismi.

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Vulnerabilità degli edifci ecclesiastici lucani - Introduzione Introduzione L’importanza delle strutture che fanno parte del nostro patrimonio artistico e culturale è indubbia, in quanto espressione della nostra società, della nostra storia, della nostra creatività. In particolare, le chiese e gli edifci di culto in genere (che, tra le altre cose, rappresentano oltre l’80% del patrimonio culturale nazionale) sono quelli che probabilmente più di qualsiasi altro, appartengono più univocamente all’immaginario collettivo comune. Infatti esse hanno spesso determinato la crescita e l’affermazione dei piccoli borghi sorti attorno a loro, e lo sviluppo del territorio e delle comunità, è stato spesso legato alla loro presenza. È evidente che per conservare tali “testimonianze” è necessaria un’attenta analisi condotta non soltanto al restauro, ma anche puntando alle cause che portano al declino del costruito, in primo luogo con riferimento agli eventi più negativi per essi, i terremoti. Infatti l’esperienza mostra come sia questa la causa più probabile del decadimento di tali costruzioni. Anche sismi di limitata intensità determinano stati fessurativi evidenti e possono provocare, in alcuni elementi architettonici della chiesa, situazioni d'instabilità con crolli locali. Questo soprattutto per una propria vulnerabilità intrinseca, dovuta alle caratteristiche per niente duttili della muratura (“l’ingrediente” principale) ed ad una vulnerabilità aggiunta dovuta al naturale degrado dei materiali; senza contare le contromisure prese che, per mancanza di esperienza, si sono rivelate il più delle volte erronee, causando, spesso, danni maggiori di quelli che si volevano curare. Sarebbe pertanto necessaria una attenta indagine, al fne di individuare le soluzioni strutturali di rafforzamento antisismico opportune. Esiste quindi per questi manufatti un problema di sicurezza, ovvero occorre garantire alla struttura una capacità di resistere all'azione sismica confrontabile con quella che viene richiesta alle nuove costruzioni. Questa esigenza è legata, come detto, al Università degli Studi della Basilicata – Facoltà di Ingegneria I

Laurea liv.I

Facoltà: Ingegneria

Autore: Luigi D'orsi Contatta »

Composta da 156 pagine.

 

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